Colui che passa

Yves Bergeret

Celui qui passe

à Piazza Armerina, 7 août 2017

Il est arrivé en pleine nuit.
En feu les forêts d’eucalyptus
allaient avaler la pleine lune et la ville.

Il aurait pu être une feuille calcinée
portée par le vent de minuit.
Sa nervure centrale : sa liberté aiguë.

Il est le vent
qui rappelle qu’il faut choisir
et qu’on ne se réfugie pas dans la face cachée du vent.

Il parle un peu,
salue, pleure, plante sa rame et son chant
en plein nuage,
en plein visage du monstre,
salue, écoute et s’en va
en ayant rehaussé la colline des hommes.

 

Colui che passa

Piazza Armerina, 7 agosto 2017

E’ capitato di notte.
Le fiamme delle foreste di eucalipti
stavano per inghiottire la luna piena e la città.

Avrebbe potuto essere una foglia carbonizzata
trasportata dal vento di mezzanotte.
La sua nervatura centrale: la sua affilata libertà.

E’ il vento
che ci ricorda che occorre scegliere
e che non ci si rifugia sul suo lato nascosto.

Parla un poco,
saluta, piange, pianta la sua pertica e il suo canto
nel cuore della nuvola,
in pieno viso al mostro,
saluta, ascolta e se ne va
dopo aver rialzato la collina degli uomini.

(Traduzione di Michele Davide M., 14 anni)

 

***

 

E’ arrivato nel cuore della notte.
Gli incendi dei boschi di eucalipti
stavano per avvolgere la luna piena e la città.

Poteva essere una foglia calcinata
portata dal vento di mezzanotte.
La sua rachide mediana: la sua affilata libertà.

E’ il vento,
venuto a ricordarci che è necessario scegliere
e non rifugiarsi nella sua parte nascosta.

Sta un po’ a parlare,
saluta, piange, pianta l’asta del suo canto
al centro della nuvola,
proprio di fronte al mostro,
saluta, ascolta e se ne va
dopo aver raddrizzato la collina degli uomini.

(Traduzione di Fracesco Marotta)

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Un pensiero su “Colui che passa”

  1. in pieno viso al mostro .. quanto profetiche risultano queste parole stasera: quanti rami e canti dovremmo piantare ancora? mai smettere di rialzare la collina degli uomini, e Bergeret ce lo insegna.

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