Per il decennale di RebStein, 21

Yves Bergeret

Poèmes
(écrits à Catane en août 2017)

1
Des vieux immeubles délabrés tout alentour de la place
ils sortent tôt le matin
pour aérer et laver les rides de l’île
et ce qu’en son ventre elle pardonne à demi.
Ils sont vieux, ils ont le cal de la bêche
dans l’âme, crient par-dessus les fruits des étals,
haussent les épaules
et retombent sur les chaises de plastique rouge
où le barman étranger leur apporte à boire.

 

1
Dai vecchi edifici fatiscenti che circondano la piazza
escono di primo mattino
per arieggiare e lavare le rughe dell’isola
e quello che nel suo ventre fa fatica a perdonare.
Sono anziani, hanno il callo della vanga
nell’anima, gridano sopra i banchi di frutta,
scrollano le spalle
e ricadono sulle sedie di plastica rossa
dove il barista straniero gli porta da bere.

 

*

 

2
La nuit nous prend tous
dans une écharpe de sang chaud.
Certaines lampes s’allument, mûrissent
la place comme un jardin tumultueux,
une mer tacite et froncée.
Dans les immeubles devenus des fourrés
gîtent des fauves.

Qui parle en premier?
On jette aux fauves des appâts
qui les rôtissent de honte.
Il y aura cette nuit sur la grande place du marché
la joute des ancêtres, des dominos sans chiffre
et des surgeons de mythe.

 

La notte ci avvolge tutti
in una sciarpa di sangue caldo.
Qualche lampada si illumina, indora la piazza
come un giardino in crescita tumultuosa,
come un mare tacito che si increspa.
Tra i palazzi diventati simili a fratte
si aggirano delle donnine.

Chi si fa avanti per primo?
Le profferte sono così esplicite
da farle avvampare di vergogna.
Questa notte nella grande piazza del mercato
si terrà la sagra degli antenati, dei domino senza cifra
e delle propaggini di mito.

 

*

 

3
Ils manœuvrent lourdement.
Les cars giclent en tous sens de la place.
Beaucoup croient qu’ils retissent la virginité du monde.
Qu’ils partent en mission lustrale sur les routes.
Qu’ils grimpent dans les pentes calcinées de la mémoire.

 

Manovrano con estrema lentezza
gli automezzi che spruzzano ogni angolo della piazza.
In molti credono che ritessono la verginità del mondo.
Che escono in strada per un rito di purificazione.
Che risalgono lungo i pendii calcinati della memoria.

 

*

 

4
Le soleil est rouge
à travers la fumée de l’incendie.
Tous se tordent le cou pour voire le soleil
mais ne saluent que les flammes au sol,
bavardage en dialecte, proverbes fanfarons,
théâtre désespéré et frivole.

 

Il sole appare rosso
attraverso il fumo dell’incendio.
Tutti si torcono il collo per vederlo
ma non salutano che fiamme riflesse al suolo,
un chiacchiericcio in dialetto, sentenze spavalde,
un teatro disperato e frivolo.

(Traduzione di Francesco Marotta)

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