La rivoluzione

Ambra Simeone

la rivoluzione, la rivoluzione

     eravamo tutti lì, intenti ad aspettare la rivoluzione in senso allargato, con la bandiera di quel gran figo del Che, che era il nostro simbolo di lotta contro i genitori, contro i prof., contro i padroni delle fabbriche, intenti a trovare la libertà dalla religione, dal sesso, dallo studio, dal progresso che ci costava la natura, ci avremmo guadagnato l’ecologia, tutte quelle cose che erano importanti, allora, ci autogestivamo quando ci riuscivamo e occupavamo, eravamo tutti contro la polizia, eravamo tutti intenti a cercare di cambiare il mondo che non ci andava, se quello che ci sparavamo in testa o in vena ci piaceva molto di più e lo inseguivamo, non la pensione, non le case-famiglia, non gli ospizi o come li chiamano oggi case riposo, questi ragazzi ora sono tutti fannulloni, non hanno ideologia, non hanno spina dorsale, tranne mio nipote, forse, dove sono i nostri tempi? dove sono andati, piegati in valigie che trasporteremo con le rotelle fino in camera nostra, dove ci lasceranno questi infami rammolliti? perché mio nipote ha problemi, invece, lui non è così, eravamo lì a creare un futuro e ora sono qui a lamentarsi di non riuscire ad arrivare a fine mese, loro che hanno sempre avuto tutto, dove lo hanno messo, forse lo hanno venduto, hanno venduto le madonne d’oro che gli abbiamo regalato al battesimo per pagare le cambiali, idioti, massa di fannulloni, andate ad arrabbiarvi in piazza come facevamo noi, perché non fate nulla? state a comprarvi il televisione a schermo piatto, e non riuscite a comprarvi il pane, eravamo lì noi a non cambiare nulla, ora siamo chiusi negli ospizi a farci prendere a schiaffi dalle infermiere, e voi? non fate niente?

     sono stato uno sciocco ad andare giù in piazza oggi, a protestare contro la riforma della scuola e del lavoro, questa legge di stabilità fallita, sono instabile io, nelle riprese della tv non sono uscito poi molto bene, insieme agli altri, tutti ammassati, come potevamo uscir bene, avessero almeno ritoccato le immagini con Photoshop, e la rai, e mediaset, altro che televisioni nazionali, sono degli impostori, non sono capaci neppure a fare delle interviste decenti, che qui sono diventati tutti prossimi alla rivoluzione, prossimi a spaccare le vetrine dei negozi, a strappare le marche delle merci, però mi sono perso la serie in tv, che sfiga! ci siamo mancati il video di Caparezza, gli articoli che lo criticano, che poi non sono mai le stesse persone allora bisogna difenderlo, è un grande Caparezza, andare su you tube a dire la propria, contro quelli di Amici, che ci hanno rotto, meglio Caparezza, la musica è rivoluzione, sono stato un vero sciocco a venire qui, intanto la polizia che ci ha caricato ha goduto più di noi, e non c’erano quelli con i passamontagna a difenderci o a fare casino, o a spaccare i bancomat, io non li ho mai visti, non ho mai capito se ci fanno o ci sono, in tv dicono che sono aggressivi, che sono facinorosi, che spaccano tutto, ma sono di destra o di sinistra? quale destra, quale sinistra? sono stanco, vengo qui in mezzo ai cortei per protestare, mica per vedere gente che sfascia tutto, voglio protestare con ordine, voglio guardare le belle ragazze, prima di tutto il rispetto per gli altri, voglio spaccare le linee nemiche, però sono stato uno sciocco, la prossima volta lascio il video recorder accesso, magari mi registro la nuova puntata, senza spoiler, oppure chiedo al mio vicino, ehi, ascolta sai per caso se in streaming trovo la puntata di…

     tu non sai di cosa parli, sei sempre lì ad aspettare che qualcuno ti dica cosa guardare, cosa mangiare, cosa pensare, lì di fronte al computer, ad aspettare di capire quale modello di i-phon val bene una notte, non capisci le mie esigenze ho bisogno di fare un figlio, che a breve non potrò più, mi va in cancrena quella parte del corpo che ancora sopravvive a stento, prima che sia troppo tardi, dobbiamo fare un figlio e tirarlo su come Puffy che è talmente amato, non lo vedì? spazzolo il suo pelo una volta al giorno e gli compro solo la pappa migliore, lo so, lo sento che tu non pensi ad altro, però un figlio, un figlio è diverso, diamo vita a una generazione nuova di zecca, una generazione che si ripete, il nostro futuro che si manifesta, finalmente, non credi? questo presente che continua a non cambiare, ho il corpo che sta morendo di speranza, solo un paio d’anni e non avrò più l’occasione, è come uno sconto all’unieuro, dobbiamo battere forte adesso, questa rivoluzione della coppia, prima di stancarci di fare all’amore in maniera tradizionale, che poi ci viene di essere speciali, meglio speciali che morti, siamo ancora in tempo, sbrigati, non cominciamo con lo scambio di coppia, lo scambio d’amore, ce lo siamo venduto insieme all’emancipazione, lavoro io, ora fino a quando farò un figlio, poi solo calci dal capo, un figlio, un figlio è diverso, non credi?

     è stato trattato come un pupazzo, un burattino lui, assieme a loro, li abbiamo svenduti per bene, tremila euro per il tragitto, credeva che sarebbe arrivato con la sua famiglia in un paese migliore, non so cosa ci sia di migliore in Italia, credevano che avrebbero trovato un lavoro per sfamare i loro figli qui, invece sono arrivati per stare nelle baracche, per chiedere un sussidio che nessuno in tempo di crisi riceve, neppure gli italiani, figurati loro, figurati lui con la sua famiglia di negri, di poveracci, ma noi ci abbiamo guadagnato tremila euro a persona, e abbiamo buttato a mare gli zaini con l’insulina, e ora loro sono stati trattati da fantocci, lui è morto in fondo al mare assieme alla sua famiglia di negri, e non cercavano la rivoluzione, loro, non sapevano

     ho letto un libro interessante, mica come quelli che stanno ore e ore su facebook, i libri non sono tutti uguali, quelli che leggo io sono molto meglio, dicono che ce ne sono altri di interessanti, li vendono sui siti specializzati con lo sconto del 15%, ma non sono di qualità, se li compri on-line, ci sono quelli di qualità che sono pochi, pochissimi, un 10% grandi case editrici e meno del 5% piccole case editrici, chiudessero tutte le collane, me lo auguro che finiscano tutte male, sprofondassero tutte in fondo al mare, insieme agli editori, ai commercianti, ai trasportatori, ai grafici, ai critici, a tutti quanti, solo così si potrà rivoluzionare il sistema cultura, facciamo come il sindaco di Venezia, buttiamo a mare certi tipi di libri che non fanno bene ai bambini, siamo tutti bambini, abbiamo bisogno di libri di qualità, ma io no, ho letto su questo libro che io sono speciale, gli altri che non l’hanno fatto si freghino tutti, poi dicono che c’è la crisi, ovvio, avete visto che libri che circolano in giro? non dovrebbero, non sono fascista, sia bene inteso, lo dice il mio amico che di libri qualcosa ne capisce, e io lo ripeto, che la storia che mi ha raccontato mi ha convinto davvero, fino a domani almeno, poi ci vorrebbe solo una bella pulizia, che permetta di pubblicare solo libri di qualità, stipendiare gente che ne sappia davvero di libri, non quello che mi ha denigrato sul blog di letteratura, dice che è il curatore di certe collane, ma è sbagliato, non lui, sarebbe meglio che cambiassero tutti i dirigenti, meglio che a decidere di libri di qualità ci fosse il mio amico, che lui davvero ne capisce o al massimo io

    avere tutti difficoltà a concentrarsi, a rimanere in piedi nonostante si sia rinfrescato il clima, il caldo lo si sente dentro, il surriscaldamento di una notizia bomba che scoppia, che subito si è a catapulti in rete, per vedere se c’è qualcuno con cui parlare, c’è questa difficoltà a incontrarsi per strada e mi raccomando non toccarsi che si prende l’aviaria o forse la scabbia, l’hanno portate gli immigrati, mentre a esportare la paura di toccarsi ci siamo solo noi, voi siete quelli che ad avere la difficoltà di concentrarsi, poi prendete il supradyn mattina e sera, che mancano abbastanza sali minerali, e invece della banana troppo plebea, avete inventato il gatorade, con lo sviluppo, la ricerca, l’invenzione rivoluzionaria, che cambierà il vostro modo di vivere, di mangiare di concentrarvi, sulle partite di pallone, sulle gare di temptation island, chi resiste di più a cornificare l’altro, è una ricerca di mercato, lo sapete come vanno certe cose, è uno sviluppo delle dinamiche di coppia, voi fate l’esperimento e non calcolate i risultati, lasciate lì le statistiche sociali, avete difficoltà a fare quattro + quattro senza il ginseng in pillole, sicuramente è più efficace quello di marca che quello in polvere da sciogliere, voi avete difficoltà a stare in piedi, morite dal sonno, nel sonno in cui vivete

     te ne sei sempre fregato di me, pensavi solo alla tua fabbrichetta a quanti milioni ci potevi tirare su, a quanti operai avresti potuto fregare, mentre io sono diversa da te, da tutti i tuoi conti, dal tuo bilancio finito che a fine anno chiude sempre in positivo con il pronto intervento del commercialista, sono un’artista, cosa credi? scrivo per una rivista di moda, sono una fashion blogger, io creo e non voglio saperne dei tuoi miliardi, creo un’intera sfilata di moda e poi la promuovo, solo così cambierò il mondo con il mio stile, è inconfondibile dice la testata giornalistica, te ne sei anche fregato della mamma, che le riusciva solo di farsi regalare gioielli al posto delle mutande che non le sfilavi, almeno non a lei, ora ho altri bisogni e necessità, tu non puoi capire il mio mondo e io non capirò mai il tuo, uscirò con la macchina che mi hai regalato e andrò in discoteca, questo è il mio campo di confronto, non certo quel capannone con quell’enorme puzza di agenti chimici, sei tu che mi hai portato a questo punto, sei tu la mia droga, anche se quella buona me la faccio arrivare dal miglior laboratorio, amici fatti grazie alla moda, grazie all’arte e alla creatività, rivoluzioneremo lo stile, e tu cosa puoi capire? stai pure con le tue puttane, con i tuoi operai, ti sfilerò qualche centone nel sonno, sporchi soldi, ci sputo su, capitalista, sporco capitalista

      era al centro dell’attenzione, la notizia, che predica le loro idee, affascinanti come allora, infatti lo sono adesso, che i giornalisti sono pronti a dirti tutta la verità di cui sono in possesso, tutto quello che ci è dato sapere, parzialmente compreso da te, parzialmente offerto da loro, che sembrano uscire come topi nella notte, a tirare su manifesti nuovi per ogni nuova protesta fantascientifica, l’imminente uragano, l’imminente presa di potere, l’imminente crisi, l’imminente guerra, e poi ti mettono in bocca le parole che ti sei faticosamente cercato su internet o in tv, un’improvvisazione da predatore e la tua ricerca non va a buon fine, in cerca di novità, chi mai sarà quel nuovo conduttore? c’è chi presenta le notizie e lo hanno già notato per fare un film hard da scaricare su you porn, ah, che rivoluzione, la rivoluzione che non c’era o che c’è sempre stata, la circonvoluzione delle idee, di notizie troppo condivise, la rivoluzione è uno stile, un libro, un giornale, un padre, una madre, una manifestazione, la rivoluzione è nel passato o dentro uno ospizio futuro, nella mente di chi non ce l’ha fatta, nelle strade, sulle carrette del mare, ah, la rivoluzione, la rivoluzione è solo un giro intorno al sole, un cambiamento repentino di stagioni

 

5 pensieri riguardo “La rivoluzione”

  1. il sarcasmo basta che faccia pensare… garbato?!? può esserlo non ci avevo mai pensato… dopotutto non è questo il tempo delle lotte che contano e che hanno successo (il successo di sostituire una generazione con un’altra generazione e scordarsi della successiva), in fondo questo è il tempo in cui neppure il sarcasmo può essere vero, è una copia del sarcasmo, e forse è meglio così…

  2. Brava, Ambra: il tuo racconto suggerisce, ai soggetti con maggiori attitudini ricettive, un concetto molto ostico, lanciato da Luigi Lombardi Vallauri e caduto nel silenzio: la sfericità inattuabile di ogni «rivoluzione».

  3. L’uomo non sarà mai l’uomo nuovo e ogni rivoluzione nuova non farà mai la Rivoluzione. Sembra un gioco a somma zero, o meglio mi viene in mente, nella teoria dei giochi, l’equilibrio di Nash, secondo cui ogni giocatore non ha nessun interesse a modificare la propria strategia in funzione di quella altrui, anzi il proprio guadagno proviene proprio dal non cambiamento. Per superare l’equilibrio, bisogna agire insieme, ma cui prodest? Il bel racconto della Simeone, più che sarcasmo, mi parla di totale disincanto e di dannata disperazione. Chi, in che cosa e dove sarà mai possibile la Rivoluzione, se non capiamo veramente che essa nasce in primis nel singolo, nel nostro quotidiano rifiuto di “strategie” che comportano solo personale guadagno? E poi operare insieme, ma qui mi fermo perché solo a scriverla la parola “insieme” mi fa sentire una stupida “utopista”.
    Grazie per il bel racconto e mi scuso per le “chiacchiere”.

  4. la stessa parola “rivoluzione” è abusata come molte altre, ma se è vero che ogni singolo “lemma” è inevitabilmente influenzato e decifrato all’interno di un contesto e in base al media utilizzato per diffonderlo, possiamo dire che decifrando in quali contesti viene usata capiremo il significato che oggi le stiamo attribuendo… nel racconto penso di averne annoverati diversi…

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