Anatomie della luce

“Ci minaccia ogni giorno l’incalzante terrore della materia. Come una lumaca stanca esco di casa per poter sentire vischiosa il mio viscidume e la bava che lascio sulla terra. Ho fatto nascere una macchina incontinente, un nuovo desiderio e due braccia per poterlo avvolgere. Ma questi arti che finiscono con uncini non fanno che strozzarmi, incidono sui colli non i profili della collina ma i tagli crudeli degli eccidi mancati.

Le forbici tagliano i monconi finali, ricostruisco le mani con i rami raccolti nel bosco. La tradizione del riflesso nasconde la possibilità di ricominciare: io riscrivo la mia storia, reinvento il mio passato.”

Mariasole Ariot
Anatomie della luce
Torino, Aragno Editore, 2017

Annunci

3 pensieri riguardo “Anatomie della luce”

  1. Te lo consiglio.
    La sua scrittura è un “dagherrotipo”, la cui unicità e irripetibilità risulta ancora più luminosa ed evidente se confrontata con le “scritture-fotocopia” (sbiadite, tra l’altro) che fluttuano “felici” nella rete e sulla carta, sospinte, ed estasiate, unicamente dalla loro “sublime” pochezza.
    Quale che sia il giudizio che ne ricaverai, scoprirai che, comunque, si tratta di testi sui quali “devi” ritornare, coi quali senti il “bisogno” di dialogare, sapendo che non c’è nessun centro a cui far riferimento, nessuna coordinata da seguire che non sia la pura registrazione di ogni minima risonanza che dalla pagina ti chiama all’ascolto.
    “Riscrivendo la sua storia, reinventando il suo passato”, come dice nel breve inserto che ho pubblicato, l’autrice (e questo succede in tutte le sue opere) riscrive contemporaneamente la storia della lingua, risale fino all’origine della parola, alle radici del suono e della significazione, per scoprire che quell’origine è l’evento mobile e metamorfico per eccellenza, che non è mai stasi o quiete assolutoria, pacificante, ma pungolo, un lampo che costringe la parola a farsi corpo, a ridefinirsi ogni volta in nuove forme, a “dirsi-mentre-dice”: a farsi traccia indefinibile di futuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...