L’uomo senza nome

Yves Bergeret

Dice l’uomo senza nome:

Al bambino dell’altra riva
faccio spazio
aprendo nei muri che lo rinchiudono
la finestra del mio canto

Alla donna straniera
offro l’acqua fresca e il pane
aprendo tra i pugni che minacciano
il palmo della mia vita

Sul pendio roccioso
mi allontano
rifiutando lo scontro

mi basta il suono dei passi
di chi, una spalla poi l’altra,
passò attraverso la cruna dell’ago
della parola chiara

Tratto da:
L’os léger /L’osso leggero
(2013)

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1 commento su “L’uomo senza nome”

  1. Io che ho vissuto una piccola parte della tua vita, nella mia terra, tra le rocce annegate nel mare, leggo attuali e presenti le tue parole. Non solo nutrite dell’originario valore, ma plasmabili a condizioni diverse, a situazioni potenziali e/o, reali
    Nella cronaca delle situazioni, lo specchio dell’Universalità. L’ ho letta a Liliana, che l’ha gustata ed apprezzata. Saluti amichevoli

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