Pronomi personali

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Marco Corsi
Pronomi personali
Novara, Interlinea, 2017

Portare il viaggio poetico nelle acque amniotiche umane è dar luogo a una possibilità. Prendendo di peso le parole incistate nell’individuo per far sì che un giorno, un giorno di clima stabile e tiepido, non importa se nel passato o nel futuro, vengano alla luce dentro l’orizzonte di vita intorno. Qualcuno se ne accorgerà. Con più o meno autorevolezza le farà girare per gli spazi terrestri. E sarà il governo dei pronomi. Consentirà alla freddezza razionale molte ragioni sentimentali. Nell’uso, qualcuno si chiederà il significato del bianco e nero sui manti degli animali liberi, come per esempio quello di certe zebre estinte chissà quando in Sudafrica. Lo stesso bianco e nero che alla fine compone un libro di versi. Dove l’uomo restituisce all’uomo le proprie domande sull’universo, o più strettamente, sulla terra che abita. Sul significato dei batteri, dei viventi abbattuti in guerra e poi ricomposti. Continua a leggere Pronomi personali

Quaderni di Traduzioni (XXXIX)

Quaderni di Traduzioni
XXXIX. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Bégayer/Balbettare (2018)
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Balbettare

Yves Bergeret

[E’ possibile ascoltare questo testo, con tutti i suoi inserti musicali e etnomusicologici, dalla voce dell’autore sul sito e la webradio del Festival 2018 Primavera delle Arti di Montecarlo, nella trasmissione intitolata Notte del balbettamento e prodotta da David Christoffel. A questo indirizzo: Nuit du bégaiement.]

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Quaderni di Traduzioni (XXXVIII)

Quaderni di Traduzioni
XXXVIII. Marzo 2018

Ana Martins Marques

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Antologia poetica (2011-2015)
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Il libro delle somiglianze

Ana Martins Marques

Podemos atear fogo
à memória da casa
desaprender um idioma
palavra por palavra
podemos esquecer uma cidade
suas ruas pontes armarinhos
armazéns guindastes teleféricos
e se ela tiver um rio
podemos esquecer o rio
mesmo contra a correnteza
mas não podemos proteger com o corpo
um outro corpo do envelhecimento
lançando-nos sobre a lembrança dele

Possiamo dare fuoco
alla memoria della casa
dimenticare un idioma
parola per parola
possiamo scordare una città
le sue vie i ponti le mercerie
i magazzini le gru le teleferiche
e se ha un fiume
possiamo scordare il fiume
anche contro la corrente
ma non possiamo proteggere con il corpo
un altro corpo dall’invecchiare
gettandoci sul suo ricordo

(Traduzione di Massimiliano Damaggio)

Quaderni di Traduzioni (XXXVII)

Quaderni di Traduzioni
XXXVII. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
VIII. Remarques sur le douzième séjour (2010, 2018)

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Le notti aspre

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Evelina De Signoribus
Le notti aspre
Genova, Il Canneto Editore, 2017

La realtà della poesia sta dentro la realtà che regolarmente sfoggia elementi anomali a bestie e umani, fintanto che parola e giravolte dei corpi mostrano la vita e il fuori scala della morte. Sono sempre i linguaggi a indicare alle specie terrestri le strade sotto la luce del sole e dentro i sotterranei. Evelina De Signoribus mette in campo le cinque parti della natura specifica della sua poesia, affermative, dove il naturale di quanto accade all’esterno dello sguardo invade sia l’orologio del tempo sia l’organismo pensante che osserva, decide, si muove. Da un’intenzione “solitaria”, alla confluenza di Alpi che cadono in mare (la geografia non ha mai carattere casuale), vari elementi Evelina ritrova nei campi del sapere sotto le stelle. Evitando presunzioni di sofferenza, ma ponendosi frontale al magazzino del mondo. Continua a leggere Le notti aspre

Scaricatori

Yves Bergeret

(Venezia, Chiesa di
Santa Maria dei Frari,
base del Mausoleo
del Doge
Giovanni Pesaro)

Scaricatori

Metto giù un sacco di farina
per augurare giorni migliori
alle future generazioni.

Preferisco tenere sulla mia testa uno per uno
i sacchi del rancore
per meglio strigliarlo al sole.

Porto un sacco pieno di montagne
sulla nuca invisibile dell’isola.

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Nell’intimo del mondo

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Lucetta Frisa
Nell’intimo del mondo
Pasturana (AL), Puntoacapo Editrice, 2016

Lucetta Frisa non morirà senza voce, scrivevo nel 2001. Aggiungiamo che l’eccellente sua vita proseguirà sempre col favore della voce. Le sue testimonianze “dal vivo” distillano da decenni poetici (quelli della vita, in perpetua “giovinezza”, sono fermi da un pezzo), quintessenze di versi, conversazioni eleganti e aneddotiche, fibrillazioni esponenziali, consultazioni chimeriche, pungoli e staffilate, congegni leonardeschi, ruzzolamenti generazionali, pizzichi e attrazioni vocal-stagionali, insomma tutto quel che concerne grandi e piccoli classici. Donna in intimità con il mondo, se crediamo che il mondo ancora esista: ma su questa storia qualcosa di illuminante e di non concorrente con il diffuso stupidario lo dice Nell’intimo del mondo. Voilà l’antologia necessaria, l’attuale cargo impagina gran parte della poesia scritta dal 1970 in poi. Continua a leggere Nell’intimo del mondo

Quaderni di Traduzioni (XXXVI)

Quaderni di Traduzioni
XXXVI. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
I. La main qui ouvre (2010, 2018)

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Ignoti

Flavio Almerighi

Il giorno in cui riceverò
la sospirata notizia
– hai smesso di respirare,
l’accoglierò senza gradire
e con un certo scetticismo,
finirò come quello
che da sempre
cerca di incontrarsi,
mancherò l’appuntamento
col sostituto di me stesso.
Le parole rimarranno
sulle gambe,
legnose e indegne
di chi le ha precedute,
– tu sei l’amore mio
dirò, badando
a non invecchiare troppo.
Alla fine vorrei essere
di nuovo quello della moto
incurante, bagnato
da fare tenerezza

(Clicca sull’immagine per scaricare il pdf)

Quaderni di Traduzioni (XXXV)

Quaderni di Traduzioni
XXXV. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
II. Trois jours (2010, 2018)

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I destini minori

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Isacco Turina
I destini minori
Rovigo, Il ponte del sale, 2017

L’umanità iniettata da Isacco Turina, nella sua opera prima, s’incarna nel reale senza nessuna indulgenza. Ogni singola stanza è un osservatorio da cui si scrutano e spesso si disapprovano, in modo discorde, le scene e le fisionomie che accadono. Vi si studiano soprattutto gli interni, oltre i contorni più facili, della propria casa e delle dimore adiacenti, e fin dentro le figure umane che, appesantite, agiscono nell’isolamento. Con versi addetti a una precisione per nulla consueta, Turina avvicina le ustioni quotidiane con sguardo capace sia di acuta denuncia sia di provata discolpa (“Dormivamo, e le ustioni del giorno / erano pelle nuova al risveglio. // Ci è capitato di essere poeti, / ambulanze che portano / un carico di sangue estraneo.”). Dove avvicina la morte subito giunge un libro o un fiore capaci di respiri giudiziosi, come se perfino la cenere fosse necessaria alla vita. Continua a leggere I destini minori