A ognuno il suo Spicer

after lorca di jack spicer
prima traduzione italiana

“La casa editrice Gwynplaine, la rivista Argo, nella figura del curatore Fabio Orecchini, e l’impresa creativa non-profit Nie Wiem hanno il piacere di presentare in anteprima nazionale la traduzione di After Lorca (1957), la prima importante pubblicazione del poeta Jack Spicer, tuttora inedita in Italia“.

“L’interesse per i versi di Spicer e per i suoi studi di linguistica è andato crescendo in tutto l’universo letterario, non solo americano, dopo la vittoria nel 2009 del prestigioso American Book Award per il suo My Vocabulary did this to me: Collected poetry of Jack Spicer, pubblicato postumo a cura di Peter Gizzi.
Ciò nonostante sono ancora rare le traduzioni delle opere di Spicer e quella in italiano del poeta Andrea Franzoni è una delle poche apparse in Europa“.

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9 pensieri riguardo “A ognuno il suo Spicer”

  1. E in prima nazionale ed europea, per giunta!

    (Il quaderno con la traduzione di Lisa Sammarco è stato scaricato poco meno di un migliaio di volte in dieci anni. Peccato che in Italia, e in Europa, non ne sapessero niente…
    Aspettiamo fiduciosi la prima traduzione italiana de “I cani romantici” di Roberto Bolaño.)

  2. Mi fa piacere e cercherò di acquistarlo… Comprendo poco la scelta di pubblicare questo testo affidandosi al crownfunding… è una delle tante formule in voga che mi lasciano perplessa, mi sembra una mancanza di coraggio da parte degli editori. non so, non so e per fortuna da anni mi sono tirata fuori da questi giochi.
    Mario vedila così: a Francesco e a me è toccata la volta “zero”, un nonsenso che Spicer avrebbe molto apprezzato.
    lisa

  3. Lisa, quello che dà fastidio (a me lo ha dato, e non solo in questo caso), non è il fatto che si strilli a nove colonne la scoperta dell’acqua calda spacciandola come un merito esclusivo delle proprie menti geniali (che, volendo, potrebbe anche far ridere), ma il totale disinteresse, la rimozione per principio del lavoro degli altri – tipici di quest’italietta letteraria asfittica, tutta chiusa nei suoi circolini social autoreferenziali, fuori dai quali, a quanto pare, non esiste niente…
    In questo caso, bastava fare un’operazione elementare – tanto elementare che solo gli studiosi seri la fanno -, cioè inserire in un motore di ricerca quattro parole in croce, magari “jack spicer after lorca” e veniva fuori qualcosa del genere: https://www.google.it/search?q=jack+spicer+after+lorca&rlz=1C1AOHY_itIT708IT708&oq=jack+spicer+&aqs=chrome.0.69i59j69i60l2j69i57j0l2.5354j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8

    Ciao, buona serata.

    M.S.

  4. Ecco, gentile Mario Santiago, quello che lei scrive in modo così chiaro e diretto è uno dei tantissimi motivi per cui leggo con costanza e passione quello che la Dimora pubblica e torno a ringraziare lei, Francesco Marotta e tutti coloro che danno un contributo alla Dimora e ne seguono le pubblicazioni; fin dalla sua nascita questo spazio ha proposto testi e autori fuori dalle logiche provinciali e arriviste che lei addita. E sono felice che, malgrado tutto, la Dimora del Tempo sospeso continui a vivere e a coagulare intorno a sé la partecipazione intellettuale ed emotiva di tantissime persone.

  5. Leggo ora le vostre critiche, e ne capisco il motivo. Ma non bisogna andare di fretta. Conosco il lavoro di Cagnone (c’è anche quello di Giovenale presso Camera Verde, ma chi lo sa? ) , e il libro, pressoché introvabile, è stato curato da Vangelisti, che interverrà in più di una delle nostre presentazioni di After Lorca. Nulla di segreto dunque. L’inedito, usato dall’ufficio stampa, è relativo da un lato alla pubblicazione cartacea, e non su web, e completa… E dall’altro alla pubblicazione di After Lorca, che a parte il web della dott. ssa Sanmarco., che, forse sbagliando, ho creduto essere una mera traduzione ad uso universitario (per i quaderni di traduzione, se non sbaglio), è, secondo la dicitura utilizzata dal commercio editoriale, “non edita”.: ad oggi, se volete trovare un libro ( intero) di Spicer tradotto, in Europa, le sole edizioni sono quella francese (esaurita) e quella ora prodotta. Vi prego di informarmi se ne trovate altre! (e ancora, sul modello do “se questa è un edizione” sono mesi che cerco di consultare I capi della. Città, e non c’è, in nessuna biblioteca, neanche in nazionale.) L’edizione comprende infatti la stampa, il progetto grafico, la revisione, isbn, e la commercializzazione. Se non ho contattato la dott. ssa Sanmarco, è perché non ho ritenuto pertinente, da traduttore, mischiare il mio lavoro con quello da lei proposto. Ma forse, viste le rimostranze nei vostri commenti, ho agito superficialmente. Ho preferito lavorare indipendentemente, consultando altri esperti. Forse è stato un eccesso di modestia, traducendo io da poeta a poeta, e non da professionista universitario (non sostengo gerarchie, ma esiste, come ben sapete, una differenza) Spero le mie scuse siano, in questo senso, accettate. Circa la questione del crowdfunding, l’editore, indipendente, non ha investimenti da fare in questo senso, e il lavoro è stato costruito tramite il sostegno di tutti,a partire da Peter Gizzi. Inutile dirvi quanto siano risibili (ed è un eufemismo) ad oggi i compensi. E quanto il crowdfunding, modalità ormai sempre più in uso, sia giustamente dovuto alla quasi impossibilità di pubblicare (ancora una volta sto parlando del cartaceo) poesia di valore in Italia. È per me, da persona, un lavoro di capitale importanza, e tenevo a chiarire ogni malinteso. E in corso ad oggi, se vi interesserà, per i vostri circoli (che non conosco, mi spiace) una serie di interviste da me curata a studiosi francesi e italiani e americani, che vi potrò dare modo di leggere, se vi interessasse. E in ultimo, per la dott.ssa Sanmarco: lo zero è circolare. Ogni traduzione, di la dal merito dell’infido “inizio”, circola nello stesso “zero”, quello, per dirla con Benjamin, dell’originale (che in più in questo caso non c’è!) Un cordiale saluto, il traduttore.

  6. Non c’è nessun malinteso, Andrea. Il post di Mario era evidentemente ironico in merito al lancio tutto retorico dell’iniziativa (cfr. i passaggi evidenziati in grassetto), ma l’ironia era controbilanciata dallo spazio e dal tempo dedicati a un’operazione che ci interessava e ci interessa e che ha convogliato parecchi lettori sul sito della casa editrice (qualcuno, a quanto mi risulta, ha anche aderito con un contributo). Le critiche nei commenti ci stanno (se no tanto varrebbe tenerli chiusi), soprattutto quando esprimono un pensiero (nello specifico quello di Mario sull’autoreferenzialità di litblog e social “letterari”).

    Un cordiale saluto a te, con l’augurio di buone traduzioni e di vedere editata l’opera.

    fm

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