Vocazioni

Angela Greco

Vocazioni
(2018, inedito)

*

Assecondo la vocazione del cantastorie.
Dietro le quinte è pieno di aghi spuntati dal Nulla.
Una scenografia a punto inglese in attesa della sera
ritaglia posta elettronica con forbici a cigno.
La stellina sul legno segna con precisone astronomica
il passo da leggere e anche quello da compiere.

Il gesto della mano distrae da tutto il resto. Zip pericolosa
scende verso chiarezze inattese. Così ti baratto con la quiete
della zuccheriera, che bianca adesso allaga il pavimento.
Ti percorro senza ricordo di brava ragazza; sold out
per le prossime stagioni fermi in questa replica d’eden.
Due commedianti guardano dal balcone difronte; salutano.
L’ultima rappresentazione è un sudario bianco sul limite
del palcoscenico ed il cappello rosso sulle ventitré
sulla testa tornando a finibus terræ una volta spente le luci.

 

*

 

Summer evening. La luce penetra la notte intorno.
Siamo notte e luce.
Animali ringhianti a guardia dell’umanità.
Il chiarore sulla veranda rivela un desiderio insoluto;
nell’attesa liquidi ci interessiamo delle prossime stelle,
impegnate ad illudere romantici. Un fruscio dall’interno
scioglie incertezze. Ululiamo posati alla ringhiera. Accade.

Lo stiletto conficcato ossida il mattino. Al terzo intercostale
si risolve il dubbio e possiamo continuare. Lo strappo
rivela un volto sorridente sotto il primo velo di carta.
Si sovrappongono rappresentazioni e tempi e Mimmo lo sa.
Fuggiamo a Casablanca, a piedi, finché siamo in tempo.
Prenderò il porto d’armi soltanto per puntarti addosso
le canne del mio sovrapposto, oggi, che non sei più lo stesso.

 

*

 

Ho distratto l’indice puntandolo sul tuo nome. Al risveglio
la decostruzione è meno complicata; le ore a seguire
non hanno ancora oltrepassato la ceramica del caffè.
Sulla soglia Claire attende con il foulard annodato al collo
e sarà difficile oggi per il vento sollevare la distanza
dietro i grandi occhiali scuri. Si procede alla luce
degli accadimenti dell’episodio precedente; l’auto
si allunga nel fucsia on the road, lontano dal parcheggio
dove Ken ha lasciato la bionda per diventare officiante.
Potrebbe sembrare strano, ma in alcune ore del giorno
i personaggi diventano credibili. Sfogliando quel che
rimane non meraviglia l’espressione allucinata di Roy.
Bastano due monete per fare l’intero giro della luna.

Sulle scale l’estate aspetta poggiata ad una colonna;
l’ingresso è aperto ed il pavimento a scacchi appena visibile.
Sotto il cappello sfuggono l’ansia dell’attesa e la finestra;
la folata muove la tenda, lasciando soltanto uno spazio
per fuggire verso l’interno, dove l’ombra aspetta il suo turno.
L’abito trasparente si addice a Claire. Il seno punta
nella tua direzione e dove non si vede, si sente.
Le diagonali tirate dalla luce affettano il sabato.

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