Sono un caso disperato

“Se rimani neutrale davanti alle ingiustizie,
hai scelto di stare dalla parte dell’oppressore.”

(Desmond Tutu)

Mario Benedetti

Sono un caso disperato

 

 

Mario Benedetti
Soy un caso perdido
Tratto da: Cotidianas (1979)
Versione di Francesco Marotta

 

 

Alla fine un critico sagace ha fatto notare
(sapevo già che lo avrebbero scoperto)
che nei miei racconti sono di parte
e indirettamente mi esorta
ad essere neutrale
come ogni intellettuale che si rispetti

credo abbia ragione
sono partigiano
su questo non ci sono dubbi
anzi direi di più un partigiano irrecuperabile
in sostanza un caso disperato
visto che per quanti sforzi faccia
non riuscirò mai ad essere neutrale

in varie parti di questo continente
specialisti rinomati
hanno fatto il possibile e l’impossibile
per guarirmi dalla parzialità
ad esempio nella biblioteca nazionale del mio paese
ordinarono la ripulitura mirata
dei miei libri partigiani
in argentina mi diedero quarantotto ore
(se no mi avrebbero ammazzato) affinché me ne andassi
portandomi dietro la mia parzialità
da ultimo in perù misero a tacere la mia parzialità
e mi deportarono

fossi stato neutrale
non avrei avuto bisogno
di queste terapie intensive
ma non so proprio cosa farci
sono di parte
incurabilmente di parte
e per quanto possa suonare un poco strano
totalmente
di parte

ormai ne sono certo
questo significa che non potrò aspirare
a tantissimi onori e riconoscimenti
alla gloria e alle cariche
che il mondo riserva agli intellettuali
degni di questo nome
vale a dire ai neutrali
con un’aggravante
perché ogni volta che i neutrali diminuiscono
i privilegi vengono distribuiti
tra pochissimi

dopo tutto e preso atto
dei miei limiti acclarati
devo confessare che per quei pochi neutrali
provo una sorta di ammirazione
o meglio li guardo con un certo stupore
perché bisogna avere veramente una tempra d’acciao
per rimanersene neutrali davanti a episodi come
girón
tlatelolco
trelew
pando
la moneda (*)

è evidente che uno
e forse è questo che voleva dirmi il critico
potrebbe essere di parte nella vita privata
e neutrale nel bel mondo delle lettere
cioè indignarsi contro pinochet
nei momenti di insonnia
e di giorno scrivere racconti
su atlantide

non è un’idea malvagia
e chiaramente
presenta il vantaggio
che da una parte
uno si ritrova quei conflitti di coscienza
che rappresentano sempre
un buon nutrimento per l’arte
e dall’altra non presta il fianco alle sferzate
della stampa borghese e/o neutrale

non è un’idea malvagia
ma io
mi vedo già scoprire o immaginare
nel continente sommerso
l’esistenza di oppressi e oppressori
partigiani e neutrali
torturati e carnefici
ossia la medesima contesa
cuba sì america no
dei continenti non sommersi

al punto che
non essendoci a quanto pare nessuna cura per me
ed essendo ormai definitivamente perso
per la fruttuosa neutralità
la cosa più probabile è che io continui a scrivere
racconti non neutrali
e poesie e saggi e canzoni e romanzi
non neutrali
con l’avvertenza che saranno tali
anche quando non tratteranno di torture e galere
o di altri temi che sembrano
risultare insopportabili ai neutrali

sarà così anche quando parleranno di farfalle e nuvole
e folletti e pesciolini

 

(*) Mario Benedetti fa riferimento a luoghi e persone legati a episodi di efferata violenza fascista. Girón (La Baia dei Porci): dove nell’aprile del 1961 esuli cubani e mercenari finanziati dagli USA e addestrati dalla CIA cercarono di rovesciare il governo di Fidel Castro; Tlatelolco (Piazza delle Tre Culture, Città del Messico): dove il 2 ottobre del 1968 le forze armate messicane fecero strage di centinaia di studenti; Trelew (Patagonia, Argentina): dove nel 1972 le forze di polizia operarono un sanguinoso eccidio di prigionieri, in carcere in quanto oppositori della dittatura militare; Cecilia Pando: attivista argentina in prima fila contro i massacri e le torture del regime Videla; La Moneda: il Palazzo Presidenziale di Santiago del Cile dove l’11 settembre del 1973 fu assassinato Salvador Allende.

 

 

Soy un caso perdido

 

Por fin un crítico sagaz reveló
(ya sabía yo que iban a descubrirlo)
que en mis cuentos soy parcial
y tangencialmente me exhorta
a que asuma la neutralidad
como cualquier intelectual que se respete

creo que tiene razón
soy parcial
de esto no cabe duda
más aún yo diría que un parcial irrescatable
caso perdido en fin
ya que por más esfuerzos que haga
nunca podré llegar a ser neutral

en varios países de este continente
especialistas destacados
han hecho lo posible y lo imposible
por curarme de la parcialidad
por ejemplo en la biblioteca nacional de mi país
ordenaron el expurgo parcial
de mis libros parciales
en argentina me dieron cuartenta y ocho horas
(y si no me mataban) para que me fuera
con mi parcialidad a cuestas
por último en perú incomunicaron mi parcialidad
y a mi me deportaron

de haber sido neutral
no habria necesitado
esas terapias intensivas
pero qué voy a hacerle
soy parcial
incurablemente parcial
y aunque pueda sonar un poco extraño
totalmente
parcial

ya sé
eso significa que no podré aspirar
a tantísimos honores y reputaciones
y preces y dignidades
que el mundo reserva para los intelectuales
que se respeten
es decir para los neutrales
con un agravante
como cada vez hay menos neutrales
las distinciones se reparten
entre poquísimos

después de todo y a partir
de mis confesadas limitaciones
debo reconocer que a esos pocos neutrales
les tengo cierta admiración
o mejor les reservo cierto asombro
a que en realidad se precisa un temple de acero
para mantenerse neutral ante episodios como
girón
tlatelolco
trelew
pando
la moneda

es claro que uno
y quizá sea esto lo que quería decirme el crítico
podría ser parcial en la vida privada
y neutral en las bellas letras
digamos indignarse contra pinochet
durante el insomnio
y escribir cuentos diurnos
sobre la atlántida

no es mala idea
y claro
tiene la ventaja
de que por un lado
uno tiene conflictos de conciencia
y eso siempre representa
un buen nutrimeto para el arte
y por otro no deja flancos para que lo vapulee
la prensa burguesa y/o neutral

no es mala idea
pero
ya me veo descubriendo o imaginando
en el continente sumergido
la existencia de oprimidos y opresores
parciales y neutrales
torturados y verdugos
o sea la misma pelotera
cuba sí yanquis no
de los continentes no sumergidos

de manera que
como parece que no tengo remedio
y estoy definitivamente perdido
para la fructuosa neutralidad
lo más probable es que siga escribiendo
cuentos no neutrales
y poemas y ensayos y canciones y novelas
no neutrales
pero advierto que será así
aunque no traten de torturas y cárceles
u otros tópicos que al parecer
resultan insoportables a los neutros

será así aunque traten de mariposas y nubes
y duendes y pescaditos

1 commento su “Sono un caso disperato”

  1. Siamo tutti (in) un caso disperato, e ogni tanto parliamo di farfalle e pesciolini ma è vero: non c’è niente che può più essere neutrale in ciò che siamo e in quello che facciamo, soprattutto ora che vengono compromessi seriamente valori quali la libertà e il rispetto della dignità umana.

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