Il giardino di pietre

Lorand Gaspar

Il giardino di pietre
(Le jardin de pierres)

Nous vivions dans la fraîcheur d’aller
porteurs d’images au jardin des pierres
le vaste empire répandu, éventé.
Ce qui reste au large d’années
souffles bleuis, violences calcaires
énorme pays de vies muettes
craquements verts dans les doigts de craie
peu à peu nous apprîmes à écouter
quelque part la chute du jasmin –

viviamo con l’istinto di andare
portatori di immagini al giardino di pietre
il vasto dominio diffuso, arioso.
respiri azzurrati, violenze calcaree
un’enorme distesa di vite ammutolite
scricchiolii verdi nelle dita di gesso
è quello che resta della corsa degli anni.
passo dopo passo imparammo ad ascoltare
da qualche parte lo schianto del gelsomino

 

*

 

Ce bruit de mots
que tu es venu sécher
sur ces pistes où le vent
se prépare avec les soins la minutie
d’un entomologiste penché sur les coléoptères –

ce que j’aimais par-dessus tout
clarté d’herbes du bonheur fragile
c´était en somme l’invention de la tige
poussé téméraire, vulnérable
occupée seulement à croître.

il rumore di parole
che sei venuto ad asciugare
su queste strade dove il vento
si prepara con la cura la minuziosità
di un entomologo chinato sui coleotteri

ciò che amavo più di ogni cosa
chiarità d’erbe di una fragile felicità
era in sostanza la creazione dello stelo
germoglio temerario, vulnerabile
impegnato unicamente a crescere

 

*

 

Que dans une très douce syllabe
je puisse diluer toute violence et tout or
ce pur froment de moi-même tu.
L’effritement est à mes doigts –

che in una sillaba lievissima
puro frumento di me stesso
io possa sciogliere violenza e ricchezza.
la loro dissoluzione è nelle mie dita

 

*

 

Je te sens comme une flexion dans ma voix
où les poudres du soir viennent se poser.
La traversée sera longue disait l’ange
dans l’épaisseur de la pierre

ti sento come una flessione nella mia voce
dove le polveri della sera vengono a posarsi.
la traversata sarà lunga diceva l’angelo
nello spessore della pietra

 

*

 

tes bras tombent
en forêt basse violacée
tes yeux tombent
et les écailles de la voix
et je m’écoute mille siècles plus loin
recomposé son après son.

le tue braccia cadono
come una bassa foresta violacea
cadono i tuoi occhi
e le schegge della tua voce
e io mi ascolto a distanza di mille secoli
ricomposto suono dopo suono

 

*

 

Je tiens ma vie
un morceau de pain
très fort les cent grammes
du prisonnier de guerre
et souvent j’ai si faim
qu’à peine il en reste
et les choses se colorent
de peurs merveilleuses –

mi mantengo
con un pezzo di pane
molto più dei cento grammi
del prigioniero di guerra
ma spesso ho così fame
che a malapena ne rimane
e le cose si colorano
di paure meravigliose

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