Lenta strana cosa

Alessandro Ghignoli

«Non credo nella storia, nel fluire lineare degli accadimenti, nel loro svolgersi naturale, nell’azione concatenata, nei gesti che nascono da altri gesti. Ho sempre pensato che il vivere non sia una narrativa, ma un susseguirsi di piani su piani su piani sovrapposti, forse così andrebbe letto Lenta strana cosa. Non è un romanzo su di me, non è me, è tutti gli altri me, i personaggi che abitano il personaggio, il loro discorrere, il loro scorrere tra pensieri e inciampi e parole lasciate al lettore, e quelle non scritte, mai dette, lasciate al lettore, lasciate tra ‘Prologo’ ed ‘Epilogo’; in quello spazio, che manca ed è, altri piani altri dire. Lì, c’è la scrittura, se di scrivere si tratta, se scrivere è ricostruire il mondo nei mondi, con le parole oltre ogni ancora».

Alessandro Ghignoli
Lenta strana cosa
Caltanissetta, Formebrevi Edizioni, 2018

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Appunti prima del romanzo

Sebastiano Aglieco

storia del cammello che piange

un cammello madre rifiuta il suo piccolo. un violinista appende il violino alla gobba dell’animale. il vento fa vibrare le corde del violino. una madre canta una nenia. il violinista suona. il cucciolo viene condotto al ventre della madre, il cammello piange.
una riflessione sulla lingua delle madri. qui è una madre che parla a una madre nel linguaggio primordiale delle bestie: un suono, una vibrazione del vento nel deserto.
è una comunicazione ancestrale che ci dice qual è la vera funzione di ogni lingua: essere chiamati, per la prima volta, al seno di una madre che nutre e accoglie. il primo rito del venire al mondo, rotto il quale ogni psicanalisi è possibile.
se una madre non accoglie, si muore. se un padre non è capace di presentarci al mondo, si muore una seconda volta.
che cosa si suggeriscono queste madri che parlano attraverso un canto? forse nulla; forse, semplicemente, si mettono in relazione, si accordano sulla stessa nota prima della diaspora di babele, prima della lingua come lotta e inganno, come retorica.

Tratto da:
Appunti prima del romanzo
“La foce e la sorgente”, Quaderni, II