Memoria dell’oggi: Ermanno Rea, Renato Caccioppoli

(La sede de “l’Unità” era al quarto piano del maggior palazzo dell’Angiporto Galleria), covo di innocui trasgressivi (…), centro di attrazione dove la sera convergevano, a ondate, scontenti, curiosi, naufraghi bisognosi di una zattera cui aggrapparsi, giovani e meno giovani “promesse”, qualche bella donna, qualche campione del catalogo degli “intelligenti”.
La cui stella più brillante si chiamava senz’ombra di dubbio Renato Caccioppoli, l’estroso professore di analisi matematica, anticonformista fino allo struggimento. Anzi fino allo scandalo.
Le serate finivano per lo più all’osteria. Talvolta finivano a casa di Caccioppoli dove lui e Francesca si mettevano a suonare a quattro mani: pezzi per lo più dannatamente romantici, pezzi che non finivano mai, oppure finivano per congiungersi quasi senza soluzione di continuità ad altri pezzi, obbligando incalliti chiacchieroni ad un silenzio forzato, talvolta insopportabile, tanto che il gruppo si sfoltiva progressivamente, per successive defezioni in punta di piedi (pag. 15 dell’edizione ET Einaudi, 2002).

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Breve saggio sul camminare

(L’idea di questo scritto deriva da uno splendido e vibrante intervento di Jonny Costantino pubblicato sul Primo amore il 5 maggio 2018: L’Austria di Bernhard specchio dell’Italia di oggi).

: ma, più che un saggio, scriverò un elogio del camminare, anzi un doppio elogio di un doppio modo di camminare: l’andare a piedi (ma, anche, integrando il camminare, quando necessario, con un tragitto in autobus o in treno, in automobile o in bicicletta) e lo scrivere (sempre rigorosamente a mano).  Continua a leggere Breve saggio sul camminare

Breve saggio sugli oggetti inapparenti

È colma la nostra giornata di oggetti e, alla lettera, non vediamo molti di essi, anche mentre li stiamo usando. Li usiamo, appunto, senza prestare loro attenzione, se non nel caso si rompano o manchino.

La bottiglia di vetro: al di là dell’enorme produzione industriale di questo contenitore, si dovrebbe talvolta riflettere sulla sua umile bellezza che, oltre a contenere l’acqua o il vino (o altra bevanda) si mostra, modesta e fedele, spesso sotto slanciata forma e capace di rifrangere la luce secondo gamme variabili, per cui sono la bottiglia e il bicchiere a convogliare la luce (elettrica o naturale) dell’ambiente, stabilendo strette relazioni tra vetro, liquido contenuto, luminosità circostante.

 
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Breve saggio sul saggio

Avrei potuto titolare “breve saggio sulla felicità di scrivere saggi”, ma il titolo apparentemente tautologico e quasi claustrofobico mi serve per costruire un testo che, invece, suggerisca quanto necessario sia comporre un saggio che non abbia una tesi già precostituita da sostenere, ma che, appunto, saggi varie direzioni, riuscendo a diventare felice proprio nel momento (o nei momenti) in cui la scrittura è atto di scoperta, incanalandosi verso orizzonti poco prima inaspettati e insospettati.

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Quaderni di Traduzioni (XLIX)

Quaderni di Traduzioni
XLIX. Dicembre 2018

Yves Bergeret

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Un étranger vient voir Ogo ban (2010)
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Breve saggio sul corpo (dedicato a Michel Petrucciani)

Che cosa sa e che cosa realmente comprende chi non vive nel corpo in difficoltà di chi, al contrario, deve fare i conti con una limitazione, una mancanza, un impedimento di carattere fisico?
Nulla. In tutta onestà (almeno facendo riferimento alla mia esperienza) nulla. Continua a leggere Breve saggio sul corpo (dedicato a Michel Petrucciani)

Se so che la nostra storia è finita

Elio Grasso

Se so che la nostra storia è finita

Dal 1957, anno di uscita in volume delle Ceneri di Gramsci, al 2018, passando per la terribile notte del 1° novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, cosa è accaduto in Italia, e nel resto del mondo? Quali cambiamenti nella poesia, e nella vera critica a essa? Tutto è mutato, tutto – fino al niente attuale, il niente che pochi oggi osano avvicinare con un grimaldello. Il realismo, l’attualità politica e sociale di quei decenni (ai più sconosciuta), sono stati abbondantemente accuditi dallo scrittore Walter Siti, altresì curatore di tutta l’opera di Pasolini. PPP aveva esperienze sue, cercava e ricercava, si consumava dentro l’angoscia di un mondo che nessuno come lui conosceva. Di notte, per le strade con la sua automobile probabilmente riusciva a vedere il futuro, nelle gambe di chi “passeggiava” e negli occhi di coloro che desiderava. Dal Friuli al Tiburtino, vie lunghissime e tortuose, la crudeltà stava a ogni curva, fino ad arrivare alla ferocia comprata e venduta nella città “eterna” sempre più orribile ai suoi occhi. Continua a leggere Se so che la nostra storia è finita

Baudelaire secondo Lucetta Frisa

 

Epigrafe per un libro proibito

Lettore pacifico e bucolico
bravuomo ingenuo e sobrio
getta via questo libro saturnino
orgiastico e malinconico.

Se non hai appreso la retorica
da Satana, l’astuto doganiere,
gettalo, non ci capiresti niente
oppure mi crederesti isterico.

Ma se, senza farsi sedurre,
il tuo occhio sa tuffarsi nell’abisso
leggimi, per imparare ad amarmi:

anima dolente e curiosa
che va in cerca del tuo paradiso
compiangimi! O ti maledico!

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Insurrezione del libro

Antonio Devicienti

Ma i morti per violenza battono
nocche di granito sulla soglia
del libro,
pretendono esso agonizzi nella colpa
irredimibile di chi non
s’oppose alla violenza.

Non sarà perdonato il libro,
neanche fosse capace di elencare
uno a uno
i loro nomi.

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Breve saggio sugli orti botanici

Spesso questi “brevi saggi” nascono dalla fascinazione derivante da luoghi, oppure da letture o ancora da incontri ed esperienze personali. Questa volta si aggiunge l’idea che saggio e orto botanico possano essere la diversa manifestazione del medesimo concetto di base: un luogo conchiuso (ma non precluso) all’interno del quale si coltiva l’osservazione calma e commossa di un germogliare, di un dischiudersi al ciclo delle stagioni e di un percorso non necessariamente prestabilito, ma comunque ordinato e coerente e sempre foriero di scoperte o di sorprese.

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