Maternità

Essere nel tempo
l’azzardo che incrina
gli specchi del visibile.
Respirando un’identica notte
tra silenzio e stupore.
Chiamando a raccolta parole e distanze.

Io sono natura
che insieme a te si lacera
quando cadi come un’ombra
tagliata di netto
dalla luce smeraldina di una fonte.

Io sono la fonte
che ripete da millenni
il canto che dal fango
risuona nell’alveo del tuo nome segreto.

 

*

 

In me riposano
generazioni di uomini trasparenti.
Le loro parole limpide
si intrecciano
come steli rampicanti
sulle cui scale di note
io cresco inviolata
tra sponde sonore
e colate di notti.

Per diffondere nell’aria
nel racconto interminabile
dei secoli
il profumo che il loro chiarore
cova nel mio ventre.

Tratto da:
La pietra del liutaio

4 pensieri riguardo “Maternità”

  1. Gentile Flavio Almerighi, come le ho già chiesto ieri con un messaggio privato, le chiedo anche da qui la cortesia di eliminare il mio testo dalla sua rubrica “gioielli rubati”: per ragioni strettamente personali desidero che i miei testi in versi compaiano esclusivamente su siti che abbiano la mia espressa autorizzazione. La ringrazio in ogni caso della stima.

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