Baudelaire secondo Lucetta Frisa

 

Epigrafe per un libro proibito

Lettore pacifico e bucolico
bravuomo ingenuo e sobrio
getta via questo libro saturnino
orgiastico e malinconico.

Se non hai appreso la retorica
da Satana, l’astuto doganiere,
gettalo, non ci capiresti niente
oppure mi crederesti isterico.

Ma se, senza farsi sedurre,
il tuo occhio sa tuffarsi nell’abisso
leggimi, per imparare ad amarmi:

anima dolente e curiosa
che va in cerca del tuo paradiso
compiangimi! O ti maledico!

 

Epigraphe pour un livre condamné

Lecteur paisible et bucolique
Sobre et naïf homme de bien,
Jette ce livre saturnien,
Orgiaque et mélancolique.

Si tu n’as fait ta rhéthorique
Chez Satan, le ruse doyen,
Jette! Tu n’y comprendrais rien,
Ou tu me croirais hystérique.

Mais si, sans se laisser charmer,
Ton oeil sait plonger dans les goffres,
Lis-moi, por apprendre à m’aimer:

Âme curieuse qui souffres
Et vas chercher ton paradis,
Plains-moi!…Sinon je te maudis!

*

L’abisso

Pascal aveva il suo abisso, si muoveva con lui
-sì, tutto è abisso – azione desiderio sogno
parola! E sulla mia pelle mossa dai brividi
sento sovente scorrere il vento del terrore.

In alto in basso ovunque il profondo, la spiaggia infinita
il silenzio lo spazio spaventoso e seducente…
Sul fondo delle notti col suo dito sapiente
Dio senza tregua mi disegna un incubo.

Ho paura del sonno come di un gran buco
colmo di un vago orrore che porta chissà dove
e vedo l’infinito da tutte le finestre.

E il mio spirito sempre in preda alla vertigine
invidia al nulla l’insensibilità:
Ah non uscire mai dai numeri e dagli esseri!

 

Le gouffre

Pascal avait son gouffre, avec lui se mouvant,
-Hélas! Tout est abîme,- action, désir, rêve,
Parole! Et sur mon poil que tout droit se rélève
Mainte fois de la Peur je sens passer le vent.

En haut, en bas, partout, la profondeur, la grève,
Le silence, l’espace affreux et captivant…
Sur le fond de mes nuits Dieu de son doigt savant
Dessine un cauchemar multiforme et sans trêve.

J’ai peur du sommeil comme on a peur d’un grand trou,
Tout plein d’un vague horreur, menant on ne sat où:
Je ne vois qu’infini par toutes les fenêtres,

Et mon esprit, toujours du vertige hanté,
Jalouse du néant l’insensibilité,
-Ah! Ne jamais sortir des Nombres et des êtres!

*

L’Albatro

Spesso per divertirsi gli uomini dell’equipaggio
catturano gli albatri grandi uccelli dei mari
che seguono come indolenti compagni di viaggio
la nave che scivola sopra gli abissi amari.

Non appena è posato sopra le plance
che questo re dei cieli,timido e maldestro
lascia pietosamente le grandi ali bianche
accanto a lui trascinarsi come remi.

L’ alato viaggiatore come è fiacco e balordo!
Lui, prima così bello, ora è comico e brutto|
Chi con una pipa tormenta il suo becco
chi mima zoppicando chi si elevava in volo!

Il poeta è simile al principe delle nuvole
che insegue la tempesta e ride dell’arciere
In mezzo agli scherni sta sulla terra esule
le ali da gigante gli impediscono di andare.

 

L’Albatros

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’equipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux de mer,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

Á’ peine les ont-ils déposés sur les planches,
que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule.
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer:
exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

*

Elevazione

Sopra gli stagni sopra le valli,
I monti, i boschi, le nuvole, i mari
al di là dell’etere e del sole
oltre i confini delle sfere stellari

spirito mio ti muovi con agilità
e come un nuotatore che si abbandona all’onda
solchi con gioia la profonda immensità
con indicibile maschia voluttà.

Vola lontano da questi miasmi sordidi
va a purificarti nelle altezze dell’aria
bevi come puro e divino liquore
il chiaro fuoco che colma spazi limpidi.

Dietro le noie e gli immani dolori
che caricano del loro peso la vita brumosa
felice chi può con l’ala vigorosa
slanciarsi verso campi sereni e luminosi!

Colui i cui pensieri sono come allodole
verso i cieli al mattino hanno libera corsa,
-chi nella vita penetra e comprende con semplicità
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!

 

Elévation

Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées,
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
Par delà le soleil, par delà les éthers,
Par delà les confins des sphères étoilées,

Mon esprit, tu te meus avec agilité,
Et comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
Tu sillonnes gaiment l’immensité profonde
Avec une indicible et mâle volupté.

Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides
Va te purifier dans l’air supérieur,
Et bois, comme une pure et divine liqueur,
Le feu clar qui templi les espaces limpides.

Derrière les ennuis et les vastes chagrins
Qui chargent de leurs poids l’existence brumeuse,
Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse
S’élancer vers les champs lumineux et sereins!

Celui dont les pensers, comme des alouettes,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
-Qui plane sur la vie et comprend sans effort
Le langage des fleurs et des choses muettes!

*

Corrispondenze

La natura è un tempio dove colonne vive
lasciano a volte udire parole confuse
l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli
che l’osservano con sguardi di intimità.

Come da lontano le lunghe eco si fondono
in una tenebrosa e profonda unità
vasta come la notte e come la luce
profumi, colori e suoni si rispondono.

Ci sono profumi freschi come pelli infantili
dolci come oboi e verdi come prati
-ed altri,corrotti, ricchi e trionfanti,

che hanno l’espansione delle cose infinite,
come l’ambra, il muschio, il benzoino e gli incensi
e cantano l’abbandono dello spirito e dei sensi.

 

Correspondances

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles:
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiers.

Comme de longues échos que de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
doux comme les hautbois, verts comme les prairies
-Et d’autres,corrompus, riches et triomphants,

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre,le musc,le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

 

Questi cinque testi tradotti da Lucetta Frisa anticipano e preannunciano la serie dei “quaderni” della “Foce e la Sorgente seconda serie”: a partire dal 15 gennaio 2019 (e con cadenza regolare quindicinale) appariranno infatti sulla Dimora del Tempo sospeso un “quaderno” di Marco Furia, uno di Maria Grazia Insinga, uno di Luigi Sasso e uno di traduzioni da Baudelaire di Lucetta Frisa; nel mese di giugno verrà poi pubblicato il primo numero della rivista “La Foce e la Sorgente – nuova serie”.

 

 

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10 pensieri riguardo “Baudelaire secondo Lucetta Frisa”

  1. Da appassionata di
    traduzioni poetiche, in particolare dal francese, ho apprezzato in particolare la bella resa ritmica di Albatros e Correspondances . Bello tradurre “marcher” con “andare” e non “volare” come la più parte delle traduzioni, che interpretano e anticipano troppo, banalizzando

  2. grazie, cara Alessandra, per l’ntervento a me molto gradito. Si,,per me il ritmo è fondamentale in poesia, soprattutto quello di Baudelaire,ma non solo. La mia passione per il ritmo poetico lo devo in particolare proprio a lui,all’Amico Charles…

  3. Brava Lucetta, hai saputo restituire la musica di Baudelaire (e non solo la musica), senza forzature, con un “phrasé” naturale, senza irrigidimenti che vanno a spegnere la poesia. Ora però devi continuare…

  4. Avverto dappertutto una grande scioltezza, una apparente immeiatezza ritmica. L’ottonario dell’Epigrafe, in Baudelaire solo ironico, qui si femminilizza, e, non saprei dire come, l’insieme della traduzione mi appare femminile. Ogni asperità è sciolta in eleganza. Lavorerei ancora sull’Albatros (ma vedo che nei commenti sono contro corrente..) per tentare una riduzione dei chi e dei che. Brava Lux!

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