L’ultimo straniero di Koyo


(Disegno di Belco Guindo: Ogo ban a Bandaguiérin)

Tratto da:
Yves Bergeret
Un Étranger vient voir Ogo ban (2010)

Traduzione di Francesco Marotta

 

Uno straniero rende visita a Ogo Ban

 

[Disegno di Hama Alabouri Guindo
raffigurante il gigante Naïsandi]

 

Un étranger entre par le toit
et la maison s’envole
dans de grands froissements d’ailes
et de papiers étincelants;
les briques et le sol s’ébrouent
éberlués car l’étranger
ne touche rien
mais passe
et nous a déjà laissés
muets dans la cave.

 

Uno straniero entra dal tetto
e la casa s’alza in volo
tra grandi fruscìi d’ali
e di fogli scintillanti;
i mattoni e il suolo si scuotono
stupiti ché lo straniero
non tocca niente
ma passa
e ci ha già lasciati
muti nella cantina.

 

*

 

[Disegno di Dembo Guindo
raffigurante il canto-danzato degli antichi Dogon]

 

 

Le sel crépite dans le feu.
La montagne n’a pas d’odeur.
La roche claque au soleil.
Est-ce que l’étranger n’habite pas dans le feu?

 

 

Il sale crepita nel fuoco.
La montagna non ha odore.
La roccia crocchia al sole.
E se lo straniero abitasse nel fuoco?

 

*

 

[Disegno di Hamidou Guindo
raffigurante il sacco rituale dei medicamenti
costituito dall’intera pelle di una capra]

 

Peut-on croire jusqu’au bout
le vent assoiffé
et la falaise impatiente
qui se courbent tous deux
sur la plaine
par où va venir l’étranger
aux pas lents,
les genoux pleins de sable
et les paupières trop chargées
de ce qui fut vu?

 

Si può credere fino in fondo
al vento assetato
e alla falesia impaziente
che si curvano entrambi
sulla pianura
da dove arriverà lo straniero
a passi lenti,
le ginocchia coperte di sabbia
e le palpebre troppo cariche
di ciò che fu visto?

 

*

 

[Disegno di Belco Guindo
raffigurante la civetta che nidifica nella falesia
dove si trova la grotta di Ogo ban]

 

Les insectes hésitent
devant l’étranger qui arrive.
Les maisons se parent.
D’un coup de talon
l’ancêtre bondit jusqu’à maintenant,
chacun veut voir,
apprendre ou chasser.

 

 

Gli insetti esitano
davanti allo straniero che arriva.
Le case si adornano.
Facendo leva sui talloni
l’antenato salta fino al presente,
ognuno vuol vedere,
capire o respingere.

 

*

 

[Disegno di Yacouba Tamboura
raffigurante i frutti dell’albero di papaya di Bisi]

 

L’eau frissonne
que l’étranger justifie.
La pierre rit
que l’étranger ensemence.
L’histoire s’offusque en riant
dont l’étranger ouvre la cuirasse,
un poignard dissimulé sous la lune.
Chacun danse avec lui.

 

 

Freme l’acqua
che lo straniero consacra.
Ride la pietra
che lo straniero rende fertile.
Si offusca ridendo la storia
a cui lo straniero apre la corazza
con un pugnale nascosto sotto la luna.
Tutti ballano con lui.

 

*

 

[Disegno di Alguima Guindo
raffigurante Ogo ban nella sua grotta a Danka]


A l’étranger assis au bout
la phrase s’en retourne.
Et revient nous déverser des flots si clairs,
si émus que seule la montagne s’y mire;
mais peut-être nous aussi après-demain
pour que nous ralentissions nos cris
et allongions le pas
dans le rythme de la nuit.

 

Allo straniero seduto sul fondo
la frase fa ritorno.
E riprende a versarci acque così chiare,
così vive che solo la montagna vi si specchia;
ma forse anche noi un domani
se limitiamo le nostre grida
e allunghiamo il passo
al ritmo della notte.

4 pensieri riguardo “L’ultimo straniero di Koyo”

  1. Tantissimi speciali AUGURI a te, carissimo Francesco e a Yves Bergeret che tu sai tradurre così bene! E a tutti i suoi meravigliosi amici del Mali …

  2. Merci infiniment à Francesco Marotta pour sa traduction aussi profonde qu’étincellante. Dès que j’aurai le contact (sans doute par WhatsApp) avec un des six peintres qui se sera déplacé jusqu’à Douentza à cent vingt ans kilomètres à l’ouest et aura, là, du réseau, je lui dirai la bonne nouvelle de cette traduction et lui transmettrai les voeux de Lucetta. Ces oeuvres sont des actes de résistance et sont l’affirmation infatigable que la parole d’ accueil et de dialogue est notre dignité, est le coeur même de la personne humaine.
    Yves Bergeret

  3. Lo straniero incommensurabile che tutti noi siamo. Lo straniero che arriva e rivoluziona. Testi di profonda verità, di cui dire grazie al maestro Yves Bergeret e a Francesco che con passione vi aderisce e trasporta nella nostra lingua

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