Quaderni di Traduzioni (L)

Quaderni di Traduzioni
L. Febbraio 2019

Yves Bergeret

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Si la montagne parle
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La finestra dei mirtilli

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Fernando Lena / Daìta Martinez
La finestra dei mirtilli
Ragusa, Salarchi Immagini, 2019

Questo Diario a ore inizia da una mezzanotte indulgente e va avanti con le composizioni di due poeti connessi per un certo tratto temporale e geografico. Non sanno se il loro è un dialogo, una tenzone, una polemica sul mondo, sulle terre a cui appartengono, sulle persone amate o odiate. Su ciò che vedono dalle loro finestre separate. Fernando Lena mette i grammi del suo pensiero, tra vedute e dolori, guarda i passanti nel mezzo di allucinazioni. Daìta Martinez rivela con riguardo le sue fratture, attenta a tener desta la condizione vitale. L’esistenza – suggerisce, accreditando i sussulti orografici dell’intero libro – procede anche quando s’incaglia. L’uso del dialetto siciliano (vera lingua, come per gran parte degli idiomi regionali), misterioso, ctonio, non addomesticato, ci ricorda la sostanza tellurica della decennale ricerca della poetessa palermitana. Continua a leggere La finestra dei mirtilli

Breve saggio balbettante (Port Bou: dedicato a Walter Benjamin)

 

 

 

 

studiare:………………..conoscere:……………….capire

e quegli occhi miopi dietro le lenti rotonde vedevano meglio e più in profondità; lo incontravi nella sala di lettura della Bibliothèque Nationale (scriveva di  rues,  boulevards, passages) contemporaneo ed epigono di Baudelaire – sodale e lettore di Baudelaire

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Visioni d’Europa: Domenico Brancale per Matera 2019

“MaTerre, Cantiere Cinepoetico Euromediterraneo” è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 co-prodotto da Rete Cinema Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019 con il cofinanziamento della Fondazione Lucana Film Commision e il partenariato di Meditalents (Francia), Albanian National Film Center (Albania), Balkan Film Market (Albania), Rattapallax (USA), CIRCE/Università di Torino (Italia), DAMS/Università della Calabria (Italia), Universosud (Italia), Fabrique Entertainment (Italia), Noeltan Film Studio (Italia) Official sponsor Banca BCC Basilicata, Banca Etica Con il patrocinio di CNA, Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa e Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo – Università degli Studi della Basilicata

#Matera2019 #OpenFuture #CoMatera2019
#MaTerre2019 #OpenCinema #ReteCinema

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L’archetipo della parola

René Char e Paul Celan. Due poeti, due “amici”, per i quali la percezione poetica è scheggia luminosa e disastro oscuro, “cammino del segreto” e “Tenda Inespugnata”. Questo volume collettivo è un viaggio fra le analogie e le differenze di questa percezione.
Dal saggio di Blanchot per Char ai versi di Éluard dedicati al poeta alla testimonianza di Handke, dalla lettura di Szondi all’intervista di Derrida su Celan, il volume presenta anche nuove traduzioni, testi inediti dei due poeti, incursioni critiche di scrittori contemporanei.
Char e Celan sono interpreti di quell’esperienza dell’impossibile che è e sarà sempre la poesia, dove la necessaria distruzione dei discorsi logici e la magica ricostruzione del discorso poetico non si oppongono programmaticamente ma risuonano come raffiche di un vento uguale e contrario, splendono e si oscurano come il lato segreto e quello visibile dell’astro lunare.” (Marco Ercolani)

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Marco Ercolani (a cura di)
L’archetipo della parola
René Char e Paul Celan

Messina, 2019
Carteggi Letterari – Le Edizioni

Indice del libro

Ernesto Cardenal e io

Roberto Bolaño

ERNESTO CARDENAL E IO

Stavo camminando, sudato e con i capelli appiccicati
sul viso
quando vidi Ernesto Cardenal che proveniva
dalla direzione opposta.
In segno di saluto gli dissi:
Padre, nel regno dei cieli
che è il comunismo,
c’è posto per gli omosessuali?
Sì, rispose.
E per i masturbatori impenitenti?
Per gli schiavi del sesso?
Per i giocherelloni del sesso?
Per i sadomasochisti, per le puttane, per i fanatici
dei clisteri,
per quelli che ormai non possono più, quelli che veramente
ormai non ce la fanno più?
E Cardenal rispose sì.
Allora alzai lo sguardo
e le nuvole mi parvero
lievi sorrisi rosei di gatti
mentre gli alberi che punteggiavano la collina
(la collina che dobbiamo scalare)
agitavano i rami.
Alberi selvatici, che sembravano dire
un giorno, prima o poi, dovrai pur venire
tra queste braccia morbide, tra queste braccia ruvide,
tra queste braccia fredde. Una freddezza vegetale
che ti farà rizzare i peli.

(da qui)

Il passo della pioggia

Il passo di Giacometti è quello delle sue ombre, le sue ombre sono materia scultorea – o l’avanzo, carbonizzato e irriducibile, di quello che il fuoco ha finito di bruciare e più non sa bruciare. Questa pioggia non estingue il fuoco, ma allarga il respiro, cade sulla testa e sulle spalle.

Il passo stretto di Giacometti sotto la pioggia è quello di ogni viandante che, per istinto, cerchi di bagnarsi il meno possibile o sia stato sorpreso dall’acquazzone. Sembra ben più sorpreso d’essere inquadrato dall’obiettivo dell’amico fotografo.

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(La Foce e la Sorgente seconda serie) / Quaderno n. 3: Luigi Sasso

Pubblichiamo oggi il terzo dei “Quaderni” che anticipano l’uscita della rivista La Foce e la Sorgente (nuova serie) prevista per il giugno 2019:

Luigi Sasso: Il quaderno dei nomi

I “quaderni della Foce e la Sorgente” sono a cura di Marco Ercolani, Lucetta Frisa, Antonio Devicienti.

Cuore di Malabar

Anita Nair

Cuore di Malabar
(Malabar mind, 2010)

Cura, introduzione e traduzione
di Francesca Diano

Milano, Marco Saya Edizioni
Collana “KĒLEN”, 2018

 

“Non sono una poetessa che scrive poesia in modo costante. Molto spesso la mia poesia nasce o da un’intensa esperienza emotiva, o da un avvenimento che mi ha scossa fin nel profondo. In questo senso, la mia poesia si manifesta come un lampo, mentre i miei romanzi sono frutto di un lungo pensare, riflettere e di un intenso lavoro di ricerca.”

Continua a leggere Cuore di Malabar

Tragiche marionette

Mentre l’orrido e il bibitaro, tragiche marionette ducesche da avanspettacolo, dichiarano guerra alla Francia per una manciata di voti alle prossime elezioni europee, noi dichiariamo guerra a loro: le nostre parole di uomini liberi contro la putrida marea fascista nella quale sguazzano e della quale si nutrono.

“Francia è una lingua cosmopolita, una speranza, una strada lungo la quale incamminarsi
quando questa barbarie fascista e razzista monta.
Francia è rimanere in Italia e avere un’idea dell’Italia
da realizzare, per la quale scrivere – e combattere.”

(da qui)