Il fegato di dio

Mario Benedetti

Il fegato di Dio

Venne scomunicato per aver difeso
il fegato di Dio

Roque Dalton

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli

abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi
che è vostro il regno
dei miei cieli

in certo modo devo compensarvi
per i soprusi innumerevoli
per le offese con enciclica
che i miei vicari
vi infliggono

fin dall’Inquisizione
ho il fegato dolente

venite da me scomunicati
figli miei

*

El hígado de Dios

              Excomulgado fue por defender
              el hígado de Dios

              Roque Dalton

Dios padre / campechano
en el estilo de Juan veintitrés
dijo / dejad que los excomulgados
vengan a mí / dejadlos

abortistas / herejes
adúlteros o gays
marxistas / sacerdotes casados
guerrilleros
venid a mí / libérrimos
vuestro es el reino
de los cielos míos

en cierto modo debo compensaros
por los vejámenes sin cuento
por los agravios con encíclica
que os vienen infligiendo
mis vicarios

desde la inquisición
me duele el hígado

venid excomulgados
hijos míos

(da Las soledades de Babel / Le solitudini di Babele, 1991)

 

 

A Roque

Sei arrivato presto al buon umore
all’amore cantato
all’amore decantato

sei arrivato presto
al rum fraterno
alle rivoluzioni

ogni volta che ti strappavano dal mondo
non c’era cella che ti andasse a genio
sporgevi l’anima tra le sbarre
e non appena le sbarre si allentavano confuse
ne approfittavi per liberare il corpo

usavi la metafora grimaldello
per aprire sia il lucchetto che l’odio
con l’urgenza inconsolabile di chi vuole
ritornare allo stupore della gente libera

i divieti ti davano fastidio
e le lacerazioni per arie e orchestra
il dito ammonitore di qualche collega esente
qualche apocrifo buon samaritano
che dall’Europa voleva insegnarti
come essere un buon latinoamericano

ti dava fastidio la purezza
perché sapevi quanto eravamo impuri
quanto mescoliamo i sogni con la vigilia
quanto ci pesa la ragione e il rischio

per fortuna tu stesso eri impuro
scappato dal carcere e dai ceppi
non dalla responsabilità o dai piaceri
impuro come un poeta
visto che quello eri
oltre a tante altre cose

ora percorro passo a passo
i nostri tanti accordi
e anche i nostri pochi disaccordi
e sento che ci rimangono dialoghi incompiuti
reciproche domande non formulate
malintesi e benintesi
che non potremo più rivalutare

ma tutto torna ad acquistare senso
se ricordo i tuoi occhi da ragazzo
che erano quasi un abbraccio quasi un dogma

il fatto è che sei arrivato
presto al buon umore
all’amore cantato
all’amore decantato
al rum fraterno
alle rivoluzioni
ma soprattutto sei arrivato presto
troppo presto
a una morte che non era quella tua
e che a questo punto non saprà che farsene
di
così tanta
vita.

*

A Roque

Llegaste temprano al buen humor
al amor cantado
al amor decantado

llegaste temprano
al ron fraterno
a las revoluciones

cada vez que te arrancaban del mundo
no había calabozo que te viniera bien
asomabas el alma por entre los barrotes
y no bien los barrotes se aflojaban turbados
aprovechabas para librar el cuerpo

usabas la metáfora ganzúa
para abrir los cerrojos y los odios
con la urgencia inconsolable de quien quiere
regresar al asombro de los libres

le tenías ojeriza a lo prohibido
a las desgarraduras para ínfula y orquesta
al dedo admonitorio de algún colega exento
algún apócrifo buen samaritano
que desde europa te quería enseñar
a ser un buen latinoamericano

le tenías ojeriza a la pureza
porque sabías cómo somos de impuros
cómo mezclamos sueños y vigilia
cómo nos pesan la razón y el riesgo

por suerte eras impuro
evadido de cárceles y cepos
no de responsabilidades y otros goces
impuro como un poeta
que eso eras
además de tantas otras cosas

ahora recorro tramo a tramo
nuestros muchos acuerdos
y también nuestros pocos desacuerdos
y siento que nos quedan diálogos inconclusos
recíprocas preguntas nunca dichas
malentendidos y bienentendidos
que no podremos barajar de nuevo

pero todo vuelve a adquirir su sentido
si recuerdo tus ojos de muchacho
que eran casi un abrazo casi un dogma

el hecho es que llegaste
temprano al buen humor
al amor cantado
al amor decantado
al ron fraterno
a las revoluciones
pero sobre todo llegaste temprano
demasiado temprano
a una muerte que no era la tuya
y que a esta altura no sabrá qué hacer
con
tanta
vida.

(da Cotidianas / Quotidiane, 1978-79)

__________________________
Traduzioni di Martha Canfield

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