Il quinto punto cardinale

 

Yves Bergeret

Voce della donna che canta

Io sono la voce della donna che canta.
Quelli che credono che io giunga da una tenera gola
al loro orecchio maschile, si sbagliano. Ingenuamente.
Perché io viaggio dalla radice del vulcano dell’isola
al petto di tutti coloro che balbettano nell’approssimazione.

Dell’isola modello la forma.
Alla montagna rendo la sua capacità
di offrire l’acqua per irrigare le valli.
Risollevo lo straniero disperato
e gli riconsegno la sua ombra
che si rifiutava di seguirlo.
Io sono la voce della donna che canta.

Mi affaccio al balcone da cui abbraccio l’altra riva.
Accolgo ed esprimo. Non chiamo. Saluto.
Depongo le stelle nelle mani degli uomini.
Vado a cercare l’uomo smembrato e lo ricostruisco.
Parto per ritrovare l’origine e la luce.
Le mie guance, il mio palato, la mia gola
sono il ventre dove il mondo è concepito;
io metto al mondo il mondo.

Sistemo la montagna sulla sua base
e lo straniero all’asciutto dopo le aspre correnti.
Per tutta la durata del mio canto
restituisco un motivo alla vita che esita.
Voce del canto della donna,
sono la sola voce che orienta l’isola e lo straniero
sul quinto punto cardinale,
quello dove con estrema chiarezza si vede
che la montagna è accoglienza e l’acqua parola.

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