Tragiche marionette

Mentre l’orrido e il bibitaro, tragiche marionette ducesche da avanspettacolo, dichiarano guerra alla Francia per una manciata di voti alle prossime elezioni europee, noi dichiariamo guerra a loro: le nostre parole di uomini liberi contro la putrida marea fascista nella quale sguazzano e della quale si nutrono.

“Francia è una lingua cosmopolita, una speranza, una strada lungo la quale incamminarsi
quando questa barbarie fascista e razzista monta.
Francia è rimanere in Italia e avere un’idea dell’Italia
da realizzare, per la quale scrivere – e combattere.”

(da qui)

Annunci

10 pensieri riguardo “Tragiche marionette”

  1. La Francia colonialista, passata e attuale, guerrafondaia, passata e attuale, per nulla amica dell’Italia (si ricordi la Libia e il comportamento per nulla riguardoso nei confronti dell’Italia nei consessi europei, ecc. ecc.), farisaica nella gestione dei migranti, feroce in politica interna, non mi sembra possa accampare pretese di superiorità rispetto a chicchessia. La classe politica francese non è meno mediocre della nostra. Macron è uno psicopatico ultraliberale, quindi nemico dei lavoratori, la sinistra francese è ridotta ai minimi termini (essendo ultraliberale pure lei, l’elettorato l’ha punita), la destra è una invereconda e trita riproposizione di uno sciovinismo buono solo per attirare i voti dei gonzi, un po’ come è la Lega in Italia. Noi non siamo messi bene (sebbene di tutto si possa tracciare questo governo fuorché d’essere fascista o razzista…) ma anche oltralpe non ridono.

  2. Una cosa comunque l’hai azzeccata, anche se era sotto gli occhi di tutti: questo è un blog colonialista, guerrafondaio, farisaico, feroce, psicopatico, inverecondo, sciovinista, mediocre: esattamente le qualità che riconosciamo alla Francia – e infatti è proprio quella la Francia che omaggiamo nel testo a cui rimanda il link (un testo che, inutile dirlo, hai letto molto attentamente).

  3. Concordo con Francesco: l’umile invito è quello di leggere prima di lasciarsi andare a una serie di frasi fatte e rimasticate che nulla hanno a che fare con il senso del testo citato – la realtà è sempre più complessa e articolata di quello che vogliono farci credere o che vogliamo credere – in quanto alla Libia, l’Italia non è stata da meno e anche gli attuali lager libici devono molto al contributo italiano.
    Se dovesse interessare:

    https://vialepsius.wordpress.com/2018/11/01/italiani-brava-gente/

    https://vialepsius.wordpress.com/2019/01/24/segnalibri-giovanni-giovannetti-sui-crimini-di-guerra-italiani/

  4. Capisco l’emotività del momento, della quale anche io sono partecipe. Poi mi rassereno e mi chiedo: perché inneggiare a uno Stato? Che non esistano poteri buoni, è sotto gli occhi di tutti…

  5. Sergio, nel testo di Antonio non leggo nessun omaggio a uno “stato” (quale che sia – quello francese compreso): lì Francia indica una condizione dello spirito, fatta di libertà, di pensiero, di parola, di etica, di memoria, di partecipazione, di solidarietà, di apertura: è semplicemente il simbolo di tutto questo, un simbolo da rendere concreto “combattendo” ovunque (“Francia è rimanere in Italia…”, in Mali, in Cina, nel Tibet….)

  6. I due ricordano sempre più Crick e Crock, come sempre in Italia la situazione è “grave ma non seria”. Se il riferimento alla Francia è Liberté Egalité Fraternité lo sottoscrivo. Se è a Macroncino, è meglio che vada, come al solito, a cuccare a Villa Arzilla.

  7. Carissima Fiammetta, ti chiedo scusa se ti senti offesa; faccio appello a tutti i gentili commentatori affinché pesino bene le loro parole prima di pubblicare un proprio intervento; sulla Dimora non esiste, ovviamente, la censura, ma sta a ognuno di noi fare attenzione: si discuta, si intervenga in maniera anche vibrata e dura, se necessario, ma tenendo sempre presenti i sentimenti altrui. Grazie.

  8. Grazie, Antonio. Le tue scuse vanno a tutte le donne ma anche agli uomini che hanno un minimo di rispetto per le loro compagne, giovani o anziane che siano. Prima o poi per Villa Arzilla siamo destinati a passarci tutti… A meno di morire nel fior degli anni…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.