Se la guardi controluce

Fabia Ghenzovich

La Catanegài

’na zatarìna, ’na candela
impissàda per ogni morto
negà, per ogni putèlo
desmentegà drento el pantàn
del fondo, tra le rive

del sile, la restìa, la catanegài
i la ciama, i vivi e i morti smarìi
soto aqua, dove la zàtara
la se ferma, de novo catài
dal scuro fin a la luse

de un nome pronunzià – la luse
la tanta luse dei oci
de le mame.

[La Catanegài
una zatterina, una candela / accesa per ogni morto / annegato, per ogni bambino / dimenticato nel pantano / del fondo, tra le rive // del sile, la schiva, la catanegài / la chiamano, i vivi e i morti smarriti / sotto acqua, dove la zattera / sosta, di nuovo portati / dal buio fino alla luce // di un nome pronunciato – la luce / la tanta luce degli occhi / delle madri.]

__________________________
Fabia Ghenzovich
Se ti la vardi contro luse
Venezia, Supernova edizioni, 2018

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4 pensieri riguardo “Se la guardi controluce”

  1. Grazie a Francesco Marotta per la pubblicazione della mia poesia: la Catanegài, una figura femminile archetipica, una leggenda di cui raccontano i vecchi che abitano la zona del fiume Sile.

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