Tornare a casa

Fabrizio Centofanti

Tornare a casa

Avevo fame, e mi avete respinto,
ma avete fatto la fila per ricevermi nell’ostia.
Avevo sete, ma mi avete lasciato
in balia delle onde, dell’acqua che dà morte,
anziché dissetare.

Ero malato, ma vi siete rifatti il viso un’altra volta,
piuttosto che occuparvi del mio volto sfigurato.
Ero straniero, ma mi avete bollato
come nemico della pace, pur di serbare
la pace della morte, quella dei vostri interessi.

Ero nudo, ma avete dilapidato patrimoni
in abiti griffati, pur di ignorare il comando
sulla tunica di troppo.

Ero in carcere, e mi avete raddoppiato le sbarre,
pur di cancellare ogni rischio
di quella che un tempo
si chiamava libertà.

Ero un uomo, una donna,
ma avete preferito comprare il cibo di lusso
ai vostri cani,
rendendoli complici
di un cinismo disumano.

Vi siete sciolti in elogi infiniti
per un’auto, una villa, una vacanza,
mentre moriva una bambina,
appena superato lo steccato.

Lasciate l’altare, venite quaggiù
a comunicarvi, scendete nella tomba
dei morti viventi,
e solo allora dirò quella parola
che rende degni
di tornare a Casa.

2 pensieri riguardo “Tornare a casa”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.