Migrazioni

Abbiamo attraversato il deserto
per sentieri di sofferenza e speranza
dalla savana al mare. Il ricordo dei fratelli
che affidavamo ogni giorno
all’abbraccio materno delle sabbie
batteva il ritmo inarrestabile
dei nostri passi, ci indicava il cammino da seguire.
Ci insegnava a custodire la libertà
più grande, il dono estremo
di chi, morendo, depone nella terra
delle tue mani il suo frammento di sogno
affinché tu possa farlo fiorire
alla luce di occhi futuri. E allora quel mare
che non conoscevamo
non aveva più segreti per noi.
L’orizzonte lontano parlava la sua lingua
millenaria, era un’arca immensa
sospinta da un coro infinito di voci
mai udite, illuminava la vastità del cielo
col bagliore del primo seme dischiuso
nella stagione feconda delle piogge.

Voi intanto, ignari, gioiosi convitati
a una festa oscura, ubbidite al richiamo
di un dio senza occhi che vi costringe
dentro sepolcri luccicanti, nelle vostre dimore
sbarrate dove la vita che vive
soltanto nel respiro della parola che unisce
subisce l’ingiuria del silenzio, è un fiore
privo di radici partorito da una terra
ormai senza più linfa, senza più domani.

Annunci

1 commento su “Migrazioni”

  1. Sii felice se dal canto, canto nasce.
    sei giunto dopo lungo viaggio.
    Racconta!
    Quando la poesia si fa sabbia, calore, sete, bruciore agli occhi.
    Quando il farsi dei versi porta ad annodarsi e riflettere sulla propria condizione, su quello che rimane e ciò che si è perso.
    Quando la linea del poema libera e al contempo smaschera l’ombra che ci abita.
    Quando il suono del verso non ha altra voce se non la nostra, l’abitatrice della casa delle parole, la eco interrogativa alla ricerca di altre lingue, accenti; voci delle quali si cerca il timbro.
    Quando ad ogni inizio del poema succede il silenzio della fine del verso, e davanti allo specchio dell’anima il mio cuore infrange, muto, opaco.
    Quando non ho più altro luogo per dire, se non reclinando il capo.
    E quando, quando si arriverà dalle sabbie, attraverso il mare o valanga a precipizio dal monte, quando così compariremo … saranno già ossa queste parole?
    O Uomo, finalmente, a cui un canto ha dato vita all’uomo-che-canta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.