Necessitata scrittura

“Necessitata scrittura” significa che il testo nasce e si compone perché il pensiero avverte verso di lei e traverso di lei una precisa necessità espressiva; è il caso di Mariella Mehr e della sua scrittura in versi.
Premetto che legittimi sono i riferimenti, già formulati da lettori e da critici, a Nelly Sachs, a Paul Celan e ad Antonin Artaud, ma che è necessario riconoscere la saldezza espressiva, tematica e concettuale della scrittura di Mariella Mehr, capace di dar vita a un universo poetico ben riconoscibile anche perché generato da una necessità reale e ineludibile. Non siamo di fronte, voglio dire, a una poesia artificiosa e atteggiata, ma perfettamente controllata sul discrimine tra stile e ragioni personali, culturali, storiche.

È nota la vicenda biografica di Mariella Mehr che è anche punto di partenza necessario per attraversare in maniera consapevole i suoi testi i quali (si faccia ben attenzione) non vanno interpretati in chiave esclusivamente (auto)biografica, sì anche storica, politica e letteraria: se così non fosse ridurremmo la scrittura di Mariella Mehr a mero documento esistenziale (il che non è) e faremmo torto alla sua scrittura.
Il dire in poesia di Mariella Mehr è un dialogo a viso aperto, talvolta duro talaltra malinconico, sempre lucido e mai rassegnato, mai inficiato dall’autocommiserazione, coi fatti accaduti sia a livello personale che collettivo. Il tedesco sempre chiaro nelle scelte lessicali e ritmiche dà ragione d’una direttrice psicologica, storica ed etica che vuol riflettere senza sentimentalismi e senza vezzi di qualunque genere su quanto accaduto: la persecuzione programmatica, voluta da organismi governativi elvetici, del popolo Jenisch, l’attuazione di chiara matrice razzista e nazista del programma in base al quale i bimbi Jenisch venivano tolti alle loro famiglie, affidati a famiglie contadine, le ragazze talvolta sterilizzate costituisce la necessità del dire che caratterizza il libro.
L’esperienza personale di Mariella Mehr deflagra con conseguenze terribili nella sua mente e, traverso gli anni, la scrittura diviene quella parte dell’esperienza esistenziale che conduce alla verbalizzazione di quanto accaduto e, di conseguenza, a una presa di coscienza che, poi, sa andare molto più in là della testimonianza e della denuncia.
La poetessa scrive infatti per sé e per tutto il suo popolo, scrivendo e pubblicando i suoi libri sa di rivolgersi anche ai persecutori e a chi con i persecutori è d’accordo, scrivendo interroga sé stessa e noi, la storia stessa che continua a svilupparsi sotto forma di catena di violenze, rifiuti, persecuzioni, pregiudizi.
Passaggio fondamentale è la risoluzione del senso di colpa (la bambina crede di essere colpevole, d’essere punita per una sua colpa) e del senso della perdita (la bambina viene allontanata dalla famiglia d’origine); segue poi la solitudine più grande e l’essere trattata (“curata”) da malata mentale, alienata dunque rispetto a sé stessa e alla realtà. Tutto questo necessita la scrittura che, però, possiede la straordinaria capacità di non essere strumento terapeutico, bensì voce alta e chiara di un dolore e di un riscatto, di un’interrogazione e di un confronto a viso aperto con sé, con i persecutori, con la storia e con la politica che quella storia ha voluto.
Non sfogo, ma canto. Non autobiografismo, ma canto.
Così Mariella Mehr, usando gli strumenti della lingua e del ritmo, consegna a dignità d’arte un’esperienza, se ci si pensa bene, indicibile – e si tratta di un’arte che rifiuta la cosiddetta “fruizione estetica”, essendo capace di rispondere in maniera convincente alle istanze benjaminiane e adorniane: confrontarsi con la storia quale luogo e tempo della persecuzione e del tentato sterminio.
Nella poesia di Mariella Mehr, infatti, l’interrogazione circa l’identità formatasi dalla storia personale coincide con il torto (ingiustificabile) subito dall’intero suo popolo, l’angelo della storia batte le sue ali e rivolge il suo sguardo su quell’atrocità che fa sì che un bambino venga sottratto alla sua famiglia in nome di un programma semiufficiale di “eugenetica”, impedendogli talvolta di generare (l’essere umano viene così privato, venendo toccato nella sua sfera più intima e sacra, di un diritto in teoria inalienabile e indiscutibile). La storia ancora è luogo di morte e di negazione della vita – la parola poetica sopravviene, allora, ad affondare il suo sguardo dentro l’abisso e a riaffermare i diritti della vita. Per questo, perché la pronuncia di Mariella Mehr non è esitante, perché non si ammanta di simboli né di allegorie, perché non attinge a un repertorio né spiritualista né edulcorante, per questo leggiamo una poesia sobria e dolorante, nella quale “io” significa “noi”.
Ognuno è “incatenato” alla sua ora in quanto a ognuno è dato di vivere solo un determinato momento della storia, ineludibile e che, proprio per questo, rende necessarie consapevolezza e lucidità di percezione e di pensiero.

È di questi giorni il messaggio che il Ministro dell’Interno italiano, come è uso fare, ha diffuso a uso e consumo dei suoi fan (il cui numero è in costante aumento), chiedendo a gran voce che una donna nomade, arrestata e rimessa in libertà perché incinta, venga privata dei suoi figli (che secondo lui andrebbero affidati a “famiglie perbene”) e sterilizzata.

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3 pensieri riguardo “Necessitata scrittura”

  1. Per quale motivo in questo favoloso sito ‘la dimora del tempo sospeso’, DIMORA DEL TEMPO di Celan, spesso si trovano articoli bellissimi come questo pur nella loro tragicità e poi nessun verso o all’incontrario si cita l’autore (se si cita) e si legge la poesia ma nessuna nota gentilmente Vi chiedo poichè il referente diretto non ho capito chi sia. Grazie.

  2. Gentile Giorgio Stella, grazie per i complimenti al blog.
    In genere gli articoli di critica o le note di lettura sono accompagnati da una scelta di testi, soprattutto quando si tratta di autori che ospitiamo per la prima volta; in caso contrario, ci sono sempre dei link che rimandano ai testi dell’autore al centro dell’attenzione, come in questo caso: basta cliccare su Mariella Mehr e si apre uno spazio all’interno del quale è possibile leggere tutto ciò che (in questo blog) la riguarda.
    Altro non possiamo…
    Saluti
    fm

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