Metamorphosis

(Metamorphosis)

Sul volto di una pietra
levigata da lingue di sorgente,
i segni di luoghi aperti
a venti di visione –
le orme del tempo e l’acqua,
a immagine del cielo,
che emerge da cavità di quarzo
con mani colme
del lume degli abissi.
Domani sarà un flauto
che risale l’aria e incastra
suoni nelle lettere del mondo,
una guglia eretta su cattedrali d’alga,
oppure uno sterpo,
un glifo di sabbia, un’ombra errante
che cerca dimora nell’azzurro.
Domani sarà albero o stelo
di granito, pupilla in volo
o cieco affluente di memoria,
sarà fiamma, pioggia,
luna trapassata d’echi,
forma indefinita, pulviscolo,
pensiero –
domani sarà una rosa,
verdissima linfa
che soffia luce all’alba.

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3 pensieri riguardo “Metamorphosis”

  1. un anno fa moriva Claudio Lolli, e questo sito amico dei ROM [come io] neppure lo ricorda e lo ricordo io ‘ma io ho visto degli zingari felici in piazza maggiore ubriacarsi di luna di vendetta e di guerra.’
    Vergogna! frimbstein come ti chiami che parli a voce di tale Devicienti… esci allo scoperto, i tuoi versi sono epigoni a tutto il secondo novecento italiano, intessuti su un io banalmente nascosto avanti a un panorama zanzottiano, come fosse nuovo guardare il tempo attraverso il paesaggio. ciao ciao giorgio stella

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