Nomina lucis

Immagine di Michele Guyot Bourg(Nomina lucis)

Se potesse lo sguardo
consumato dalla febbre del cammino,
fiume irrequieto di memorie,
fermarsi a rimirare
gli orli feriti delle immagini
che costellano le rive,
e osservasse le pietre
dove frange la marea dei giorni
come un uccello fissa il proprio volo
negli specchi del cielo, anche il nulla
di cui fa fede la risacca
illimitata dei miraggi
sarebbe un silenzio che trascorre
in natura di deserto rifiorito,
il mistero che si schiude
nel grembo di neve dell’aurora,
la gemma che si annuncia
nel respiro profondo della pioggia,
l’astro delle stagioni
che fascia i calici dell’anima.
Sarebbe voce
stagliata su orizzonti di vertigine,
alfabeto di fuochi in fondo al mare,
e i nostri volti, tutti,
gli infiniti nomi della luce.