Scritto 2

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Ma il gesto dello scrivere s’inoltra (s’inoltri) in direzione della parola.
Ch’essa sia chiara e antifascista, mi ricorda il carissimo Yves Bergeret.
Mi scrive che spesso la mercificazione di ogni aspetto dell’esistere svaluta e indebolisce la parola, vale a dire la persona. Aggiunge che continua a leggere testi di altissimo valore etico e intellettuale e che, tuttavia, ogni cosa, intorno, sembra disfarsi in un calderone nauseante e feudale.
Dalla Dimora del tempo sospeso nulla che riguardi la parola rimane intentato nel suo volere e dover essere avversione dichiarata al ritornante fascismo, al violento oscurantismo.

ho solo parole per dirti che nel cavo degli occhi
portavo scritta l’attesa del tuo nome
il profumo del tuo volto che vampa come una vela
pronta per salpare –
naufrago sulla tua lingua
abbagliato dai soli che fiorisci in pieno inverno (Francesco Marotta, da Hairesis).