Tre sogni armeni

“Perché il sogno a volte è capace di attraversare
i mari oscuri della memoria
e di familiarizzare con le loro tempeste.”

Yves Bergeret

Tre sogni armeni

Cinq danseurs, vache, chat et couple
(trois dessins de rêve arméniens)

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta

[Presso il rigattiere del paese ho trovato tre disegni realizzati con una penna stilografica. Nella parte bassa di ogni foglio di formato A4, la data, 1961, in cifre arabe, una firma due volte in alfabeto latino e una volta in alfabeto armeno, e in lingua e alfabeto armeno la citazione «ho realizzato questo disegno così come l’ho visto in sogno».
Ho abbinato a ogni sogno una poesia, a Veyne, il 24 ottobre 2019, calligrafandola in formato A3 su carta Fabriano Liscio da 250 grammi, con inchiostro di china e acrilico.
Perché il sogno talvolta è capace di attraversare i mari oscuri della memoria e di familiarizzare con le loro tempeste. Y.B.]

 

1
J’ai vu qu’à l’herbe aussi
la vie sait donner sa voix.
Drue l’herbe ambiguë pousse
aussitôt jusqu’au zénith.
Un chat dressé sur ses pattes arrière
tète le pis de la vache énorme
que gardent nos ancêtres
en plein milieu de la pâture.
La vache est le passé, monstrueux, abusif,
et le chat le tire par le pis
vers les enfants qu’auront nos enfants.
L’herbe dit «courez, courez plus vite,
avant que le passé et moi ne vous étouffions».

 

1
Ho visto che anche all’erba
la vita sa donare la sua voce.
L’erba, rigogliosa, enigmatica,
cresce rapidamente fino al cielo.
Un gatto ritto sulle zampe posteriori
succhia la mammella di un’enorme mucca
che i nostri antenati sorvegliano
proprio in mezzo al pascolo.
La mucca è il passato, mostruoso, abnorme,
e il gatto lo tira per la mammella
verso i figli dei nostri figli.
Dice l’erba: «correte, correte più veloce,
prima che io e il passato vi soffochiamo».

 

*

 

2
J’ai vu de profil
le couple impossible, assis princièrement,
entouré de courtisans debout.
Il écoute le message étranger
qui n’arrive pas à entrer dans le dessin.
Il faut au couple du cérémonial exotique
et de l’affabulation pour ne pas mourir
dans la dévotion réciproque,
je veux dire dans la dévoration réciproque,
couple littoral noir
avec des écueils tombés d’une ciel de haine.

 

2
Ho visto di profilo
la coppia improbabile, maestosamente seduta,
circondata da cortigiani in piedi.
Ascoltano il messaggio estraneo
che non riesce a entrare nel disegno.
Alla coppia serve un cerimoniale esotico
e l’arte dell’affabulazione per non morire
nella devozione reciproca,
voglio dire divorandosi a vicenda,
coppia su un tratto nero di costa
con alcuni scogli caduti da un cielo ostile.

 

*

 

3
J’ai vu les silhouettes de cinq danseurs
en haut de la montagne.
La montagne est toute pliée
car elle tient difficilement sur la feuille.
Au centre de la montagne un lac.
Dans le lac, le reflet d’un péristyle grec.
Les danseurs à force de piétiner ces rites coinçant
en exhument de l’humanité.

 

3
Ho visto le sagome di cinque danzatori
in cima alla montagna.
La montagna è tutta piegata
perché le è difficile stare dentro il foglio.
Al centro della montagna un lago.
Nel lago, il riflesso di un colonnato greco.
I danzatori, calpestando quei riti, immobilizzandoli
ne tirano fuori un po’ di umanità.

3 pensieri riguardo “Tre sogni armeni”

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