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Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

 

Il mio professore di greco e di latino mi indicava la forza attrattiva e fattuale del verbo, la sua complessa coniugazione, il suo transitare per fasi temporali e modali.
Con sottili, velatissime allusioni mi metteva in guardia dal vizio trasmesso e insufflato dal verbo alla mente: la violenza o tracotanza in agguato nel fare, del voler dominare con la propria azione l’azione altrui.

Ridare, allora, presenza al sostantivo: tavolo (accoglimento), seggiola (per il lavoro della mente), giaciglio (per il riposo), finestra (soglia sull’aperto), porta (varco tra me e te, tra te e me), libro. Penna. Pensiero.

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