Nino Iacovella: Le pareti del Minotauro (inedito)

di Nino Iacovella

(inedito dal libro in preparazione “La parte arida della pianura“)

 

Antonietta avrebbe visto il suo destino
ancor prima che nelle carte

dentro al silenzio, al lupo nella stanza,
sulla neve del pavimento
dove brulicano gli inverni
a portata di mano

La donna si prostituiva in via Amodeo,
le foto nei siti porno non potevano mettere a nudo il suo corpo
come le più giovani dell’est o le bellezze sudamericane,
i cinquant’anni in penombra,
gli occhiali scuri, una di mestiere con la sottoveste
come una donna di casa

Carlos da piccolo amava carezzare le bambole,
ma non le stringeva al petto, non sopportava il loro pianto,
incideva il suo nome sui piccoli corpi di plastica per poi abbandonarli a terra, senza testa, smembrati

“Una scena raccapricciante” racconta il comandante operativo
dei carabinieri di Via Moscova, trovatosi dinanzi al corpo straziato

Di notte, tra i corpi goduti,
fottuti all’interno delle auto,
il tocco di dio è la lingua di Carlos,
un muscolo che scivola in gola,
rovista i sensi e lo sporco
che risale la corrente delle vene
per asciugarsi dal sangue

Antonietta e Carlos si erano conosciuti
pochi giorni prima della mattanza:
un cliente pretese un rapporto a tre
e l’appartamento della donna
era adatto al caso

Giorni dopo i due rimasero a drogarsi in un cocktail fatale.
Dalla deposizione dell’ecuadoriano “Antonietta voleva che io restassi a casa sua, parlava da sola e urlava, diceva che era una veggente, vedeva i morti e per questo iniziammo a litigare.” Non è certo se sia stata la donna a prendere il coltello da cucina o l’uomo ad averglielo sfilato dalle mani

Il testimone, dalla finestra accanto,
vide le mani e il coltello
infierire sul corpo, colpo
…………………………….dopo
……………………………………..colpo,
la testa tagliata, scagliata
fuori dalla finestra,
il suono
……………cupo
del silenzio infranto da un rumore
precipitato all’interno delle case

Il testimone lo vide emergere dall’ombra
come chi nel labirinto attende il Minotauro

corpo di uomo,
testa di donna,

sporcate dal colore della morte,
la sorte che ha sfondato la porta di casa
per riprendersi le sue carte

http://www.napolitoday.it/cronaca/antonietta-gisonna-decapitata-milano.html

 

8 pensieri riguardo “Nino Iacovella: Le pareti del Minotauro (inedito)”

  1. Tengo molto a sottolineare che Nino Iacovella sta lavorando da diversi anni a un libro complesso nel quale egli cerca il sentiero davvero stretto e arduo tra espressione in poesia e rapporto con il reale; questo libro formerà uno straordinario dittico con il notevolissimo “Latitudini delle braccia” del quale ultimo verrà riproposta tra qualche mese in forma di volume autonomo la sezione ” La linea Gustav”.

  2. rivestire (o tradurre) di poesia l’orrore, testimoniare la dolorosa realtà, offrire la giusta pietas a chi di un’intera vita lascia solo un trafiletto di cronaca nera.. da brivido leggere questo orrore con la delicatezza e passione che l’autore riesce ad esprimere.
    Aspetterò di leggerlo anche io, lo stavo già aspettando.

  3. L’ha ripubblicato su vengodalmaree ha commentato:
    “ Ma c’è nel sangue un sangue che defluisce leggero
    verso la dimora del bene. Un uomo nell’uomo
    oltre la bestia. Oltre la clausura.
    Deve esserci una mano nella mano senza più colpa.
    Indifesa. Fuori dalla stretta […] “

    Domenico Brancale

  4. Cara donna che vieni dal mare, non è la prima volta che dici cose importanti sui miei “pezzi”. Ne sono onorato.

    Grazie anche a Marco per la stima.
    Nino

  5. Si, splendide questa poesia. Fortissima, intensa e necessaria, caro Nino, la tua “operazione” poetica. Hai saputo affondare il tuo sguardo, con versi terribili e umanissimi, nell’orrore quotidiano, abituale, quello che sfugge e va invece messo in primo piano. A fuoco. Nitido. Perchè ci riguarda, è nostro. E questo è coraggio, pietas, poesia nel senso più alto ed autentico. Non vedo l’ora di leggerlo. Grazie Nino e grazie a tutti voi.

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