Scritto 17

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Di frequente il testo si enuclea dopo una serie di cancellature, sostituzioni, spostamenti, rimontaggi; questo significa che esiste un certo numero di testi che costituiscono l’ombra del testo definitivo, il suo invisibile retroterra, le possibilità poi eclissate dalla scelta definitiva.
Un’ombra brulicante di ripensamenti e di direzioni cassate.
Una nostalgia di quello che poteva essere e non è stato.

1 commento su “Scritto 17”

  1. Molto belle queste considerazioni sulla scrittura, così piene di poesia. A volte c’è una sola parola che manca in un testo e quella parola arriva dopo anni. Oppure dopo anni si sceglie di distruggere tutto quello che sembrava una buona struttura testuale pensando che potesse tenere la prova del tempo.

    A volte un testo nasce da una immagine, a volte da un suono. A volte la scrittura nasce riscrivendo. Dalle parole stesse già incise sul foglio.

    Le mie bozze su carta sono piene di cancellature e rattoppi. Scrivo in uno stampatello orribile, una sorta di fauvismo grafico. Sembrano segni violenti sul candore della pagina.

    Grazie Antonio per queste suggestioni che mi sono care.
    Nino

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