Paume / Palmo

Yves Bergeret

Paume
Palmo

 

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Disegni di Dembo Guindo, 2005.
Traduzione di Francesco Marotta

 

1

Ton regard est mon rabot.

Mon corps est un bout de tôle,
tout vent y claque.

 

Il tuo sguardo è la mia pialla.

Il mio corpo è un pezzo di lamiera,
ogni vento vi batte.

 

*

 

2

Il perd son crâne,
le dieu.

Il perd son titre,
le seigneur.

Il perd son cadastre,
le romancier.

 

Perde il suo cranio,
il dio.

Perde il suo titolo,
il signore.

Perde la sua mappa,
il romanziere.

 

*

 

3

A tous les étages
craque la prison du roman.
Entre les paliers
les marches s’éprennent
du trou dans le toit
et du gouffre sous la cave.

 

A ogni piano
scricchiola la prigione del romanzo.
Tra i pianerottoli
i gradini si invaghiscono
del buco nel tetto
e della voragine sotto la cantina.

 

*

 

4

Avec une pince
je saisis la mort
par la nuque.
D’un sortilège
je jette au feu
notre pauvre peau de personnage.
Adieu, ma belle!

 

Con una pinza
afferro la morte
per la nuca.
Con un sortilegio
getto nel fuoco
la nostra misera pelle da personaggio.
E addio mia bella!

 

*

 

5

Saute l’unijambiste
par le travers de la montagne édentée.
Grimpe le manchot
par les écorces et les nœuds du tronc.
Germe dans sa clameur robuste
le bâtard né de la montagne et de l’arbre.

 

Salta lo storpio
tra i varchi della montagna sbrecciata.
Si arrampica il monco
tra le cortecce e le nodosità del tronco.
Germina nel suo robusto fragore
il bastardo nato dalla montagna e dall’albero.

 

*

 

6

Je suis
tête à un œil,
chaudron renversé.

Le soleil m’est tombé
dans le front.

Je vais me mettre à penser.

 

Io sono
una testa con un occhio,
un calderone rovesciato.

Il sole mi è caduto
in fronte.

Comincerò a riflettere.

 

*

 

7

J’ouvre toute grande ma paume.
Chaque doigt lèche
un point cardinal.
Le cinquième s’occupe
du feu sous la pierre.

 

Apro più che posso il mio palmo.
Ogni dito lambisce
un punto cardinale.
Il quinto si occupa
del fuoco sotto la pietra.

 

*

 

8

Quant à mon torse
les cartes nautiques
et les encyclopédies grecques
s’y sont rangées
en s’écriant
à chaque battement de cœur.

 

Quanto al mio busto
le carte nautiche
e le enciclopedie greche
vi si sono allineate
gridando
a ogni battito del cuore.

 

*

 

9

Beaucoup d’enfants, mon ami.
Beaucoup de cruauté, mon feu.
Beaucoup de nids et de cris,
ma pauvre amie qui t’acharnes.

 

Molti bambini, amico mio.
Molta crudeltà, mio fuoco.
Molti nidi e molte grida,
mia povera amica che ti accanisci.

 

*

 

10

Alors j’ai lancé un grand cri
et le sol a basculé vers le couchant
en laissant apparaître deux pattes
sous son ventre blanc.

Alors j’ai lancé un grand cri
qui m’a transpercé la gorge
et la gorge m’a ruisselé
en cascade chantant
éperdument le monde.

 

Allora ho lanciato un forte grido
e il suolo ha oscillato verso il tramonto
lasciando apparire due zampe
sotto il suo ventre bianco.

Allora ho lanciato un forte grido
che mi ha trafitto la gola
e la gola mi ha riversato
in una cascata che canta
perdutamente il mondo.

 

*

 

11

Ma tête est deux fois pierre.
Une pour l’œil.
Une pour la bouche.
Pas de nez.
Mais oppressé
l’air,
mais agitées
la montagne
me supplie
avec brume,
la mer
avec écume.

 

La mia testa è due volte pietra.
Una per l’occhio.
Una per la bocca.
Niente naso.
Ma impedita
l’aria,
irrequieti,
la montagna
mi supplica
con la nebbia,
il mare
con la schiuma.

 

*

 

12

Si ouverte est en ce douzième jour
ma paume que s’y lisent
les entailles des drames,
les plongeons de tout ce qui est naïf
et la cicatrice mal suturée
entre toi, chienne aveugle,
et toi, bourru palefrenier.

 

Così aperto in questo dodicesimo giorno
è il mio palmo, che vi si leggono
gli squarci dei drammi,
i tonfi di tutto ciò che è semplice,
e la cicatrice suturata male
tra te, cagna cieca,
e te, scontroso servitore.

 

*

 

13

Sûrement je finirai
par n’être que miroir
offert au ciel pour qu’il compte
les rides de ses nuages et les éreintantes
croisades de tous ses romans
dont tu es machistement fier.

 

Finirò certamente
per diventare uno specchio
offerto al cielo affinché enumeri
le rughe delle sue nuvole e le estenuanti
crociate di tutti i suoi romanzi
di cui tu sei virilmente fiero.

 

*

 

14

Je veux une forêt sur la mer.
Je veux une bronchite dans le récit.
Je veux un rocher dans la cascade.
Je veux cent mille arbres.
Je pars respirer l’autre récit
qui me dissolve pied par-dessus tête ;
et alors l’œil sera ce que je suis.

 

Voglio una foresta sul mare.
Voglio una bronchite nel racconto.
Voglio una roccia nella cascata.
Voglio centomila alberi.
Vado a respirare l’altra storia
che mi dissolve con il piede sulla testa;
e allora l’occhio sarà quello che io sono.

 

*

 

15

Merci à la planche
qui dérive sur la furie des langues.
Merci à la paume
qui a avalé mes deux paumes.
Merci aux rides
qui se sont plissées
dans l’âme terreuse.

 

Grazie alla tavola
che va alla deriva sulla furia delle lingue.
Grazie al palmo
che ha inghiottito i miei due palmi.
Grazie alle rughe
che si sono formate
nell’anima che è di terra.

 

*

 

16

La paume
a quatre rivières,
a quatre douves vides
et beaucoup
beaucoup d’adieux
qui prolifèrent de joie.

 

Il palmo
ha quattro corsi d’acqua,
ha quattro alvei vuoti
e molti
molti addii
che proliferano di gioia.

2 pensieri riguardo “Paume / Palmo”

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