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Richard Serra: Drawing in Five Parts (2005).

Il monacale, rigoroso esercizio d’Irma Blank: tracciare su fogli di carta linee continue senza mai sollevare il pennello – da un margine all’altro, un rigo sotto l’altro. L’obbligo autoimposto che i righi siano perfettamente orizzontali la costringe a grandissima concentrazione, a irrinunciabile pazienza: ogni rigo assume sue sprezzature perché il colore, esaurendosi lungo il tracciato, si compone in tonalità via via più chiare e pure la sua densità varia fino  quasi a dissolversi.
Ogni foglio offre in tal modo marezzature differenti ostense allo sguardo contemplante.
Non leggerli, ma guardarli è, allora, il senso di quegli arati paesaggi: la mente tutta assorta nella disciplina del suo progetto – mentre la mano rende visibile il pensiero, le sue andanze.
Irma Blank cerca il silenzio, severo esercizio della mente.

Rosa Pierno: “Istoriato”

di Marco Ercolani

Istoriato (Asola – Mn – Gilgamesh Edizioni, 2020) è un poema narrativo per frammenti, dove l’autrice afferma di non avere una storia da raccontare. «Qui si narra una storia d’amore senza capo né coda, col suo furente delirio e la serena contemplazione, l’accorato anelito e il sordo rancore…Le storie sono tante, mai universali. Amore è al singolare. E non ha storia. È doppio e non ha fondo, né inizio né fine, nessuna variazione». Ma intanto Rosa Pierno viaggia in questo “doppio che non ha fondo”, viaggia nell’eterna storia di due amanti, sempre sul confine della dicibilità, fra realtà, finzione e immaginazione. La storia è vissuta, dipinta, evocata, e lascia nel lettore quella che potremmo definire una scia di parole evocanti, antiche, attuali, gentili, preziose, dove tutto accade mentre potrebbe non accadere. Il tema della “scia” è potente in questo libro, che mette in scena il labirinto di danza e di gioco dell’Amore. Continua a leggere Rosa Pierno: “Istoriato”