Due pietre quadrate

Yves Bergeret

Due pietre quadrate

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta

 

Dopo aver a lungo viaggiato
si sono fermate qui,
in un muro della mia casa
fatto di ciottoli di fiume,
separate pudicamente da un sasso rotondo,
si sono sistemate in alto.

Certo, più di mille anni fa
qualcuno le ha tagliate
per farle apparire quadrate.

Cubiche? Difficile da credere.

Due strane palpebre abbassate
da secoli sugli occhi
della mia sentinella nascosta
proprio lassù, nel pignone.

Due misteri (ai miei occhi)
che regolarmente delle api
vengono a fiutare. Forse deluse
di trovare ogni volta la porta chiusa
ma instancabili e pazienti.

Due specie di bersagli quadrati
che il padre del vento e il figlio del sole
vengono a colpire a turno,
alternativamente con la mano sinistra
e con la mano destra.
O anche con entrambe le mani.
Pochi lo notano, ma merli, gazze,
batticode, rondoni hanno bisogno
di questo ritmo per armonizzare le loro
melodie in contrappunto ai secoli umani
e alla successione dei giorni e delle notti.

O in contrappunto ai sogni
e ai lunghi racconti degli abitanti della mia casa
presenti e passati; è proprio così, gli serve
questo doppio timpano calcareo
affinché il deserto e le profondità del mondo
vengano a posarvi il loro orecchio
e sentano la bellezza che da sempre
dorme e veglia dentro di noi
e che si chiama parola.

 

*

 

Deux pierres carrées

Ayant longuement voyagé
elles se sont arrêtées ici
et dans un mur de ma maison
fait de galets de rivière,
pudiquement séparées par un galet rond,
elles se sont calées haut./p>

Sûr, il y a plus d’un millénaire
quelqu’un les a taillées
pour qu’elles se montrent carrées.

Cubiques? Difficile à croire.

Deux étranges paupières abaissées
depuis des siècles sur les yeux
de ma sentinelle dissimulée
tout là-haut dans le pignon.

Deux mystères (à mes yeux)
que régulièrement des abeilles
viennent flairer. Peut-être déçues
de trouver toujours porte close
mais inlassables patientes.

Deux sortes de cible carrée
que vient cogner le père du vent
et le fils du soleil chacun son tour
et alternativement de leur main gauche
et de leur main droite.
Ou même des deux mains ensemble.
C’est très discret mais merles, pies,
hoche-queues, martinets ont besoin
de ce rythme pour harmoniser leurs
mélodies en contrepoint des siècles humains
et des distiques des jours et des nuits.

Ou en contrepoint des songes
et des longs récits des habitants de ma maison
actuels et passés, allez, il leur faut
ce double tympan calcaire
pour que le désert et le fond du monde
viennent poser leur oreille
et entendent la beauté qui toujours
sommeille et veille en nous
et s’appelle la parole.

1 commento su “Due pietre quadrate”

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