Pensare il volo (2)

Pensare il volo, pensarlo come slancio della mente e dello sguardo, identificarlo con il necessitato senso di libertà e con il sogno, lucidissimo, di menti intese a liberarsi dal giogo della gravità.

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Tra il 1976 e il 1977 Eduardo Chillida crea Haizearen orrazia XV, in spagnolo Peine del Viento XV (il Pettine del Vento, quindicesima versione di un tema che lo accompagna fin dal 1952) – Chillida pensa dapprima a una sola scultura, poi decide che debbano essere tre e le colloca nella Baia di La Concha, all’altezza della spiaggia di Ondarreta a San Sebastián: pesanti ognuna circa dieci tonnellate, in acciaio corten trattato, esse rendono visibile una cifra peculiare dell’arte di Chillida, vale a dire alludono a dita o a ganci protesi ad accogliere qualcosa; il luogo per il quale vengono pensate ha un profondo significato per l’artista, è lo stesso in cui si recava fin dall’infanzia per trovare tranquillità e per ammirarvi il mare e l’orizzonte.
Chillida e l’équipe di tecnici e operai che lo coadiuvano devono superare non pochi problemi relativi alla realizzazione delle tre sculture e alla loro collocazione (le notevoli difficoltà derivano dal dover assemblare le varie parti di ogni singola scultura, dal trasporto fino alla baia di quegli elementi così pesanti e dall’installazione delle tre sculture sugli scogli) – il risultato trasmette allo sguardo una sensazione di leggerezza e di giocosità, di festa direi, perché davvero il vento entrando in città dal mare viene pettinato e accarezzato, mobilissimo elemento.
Trenta tonnellate di peso abbarbicate alla scogliera ma capaci di trasmettere una sensazione di leggerezza – e c’è affinità con le Gravitaciones di fogli di carta ritagliati e sovrapposti, sospesi alle pareti tramite fili e gravitanti per loro materica costituzione (carta o talvolta feltro, soggetti quindi alla gravità terrestre), per loro figurale manifestazione (ritagli, inchiostrature, accostamenti, sovrapposizioni e nascondimenti), per loro stare sospesi alla parete.