Un tisico professionista

Manuel Bandeira

Provinciale mai stato capace
d’abbinare la giusta cravatta
Pernambucano cui fa ribrezzo
il coltello del pernambucano
Poeta scarso che nell’arte della prosa
s’è fatto vecchio nell’infanzia dell’arte
e che pure scrivendo delle cronache
è rimasto un cronista di provincia
Musicista e architetto fallito:
una volta ha inghiottito un piano:
la tastiera è rimasta fuori
Senza famiglia e filosofia
né religione e poco portato
all’inquietudine dello spirito
che viene dal soprannaturale
E in materia di professione
un tisico professionale

……L’autoritratto è del 1948 e in esso, nell’ironia disincantata nel sorriso del “poeta minore” frustrato, nella mescolanza sofferta di quotidiano e di eterno, di autentico e di clownesco, possiamo intravedere l’identikit di questo crepuscolare di provincia, di questo “tisico professionista” che per molti dei suoi contemporanei è stato il maggior poeta del Brasile modernista.
……Per nessuno comunque dei letterati che costituiscono l’Olimpo modernista (e Bandeira poeta, ma anche prosatore, cronista, traduttore, antologista, critico e professore universitario, è per noi un letterato e un umanista in tutta l’estensione del termine) vale come per lui la proposizione che sono stati i modernisti a fare il Modernismo anziché il Modernismo a creare i propri autori. Perché la traiettoria poetica di Bandeira è individuale e marginale come poche. Anche se Bandeira, toccato in età giovanile dal presagio della morte e perciò padrone di quella composta allegria, di quel distacco partecipante che solo chi è stato “di là” può conoscere, fu proprio colui che nella sua lunga vita seppe farsi partecipe di ogni esperienza estetica: dal simbolismo alla poesia concreta, in un gioco costante di sperimentazione artistica condotta sempre con straordinaria lievità e divertito pudore.
……Tisico professionista, Bandeira lo era divenuto nel 1904, a diciotto anni, dopo un’infanzia nella Recife natale, gli studi al Colégio Pedro II di Rio e poi presso la Escola Politécnica de São Paulo che avrebbe dovuto prepararlo alla carriera di architetto.
……La tubercolosi lo porterà fino in Svizzera, a Clavadel (1913), dove conoscerà Eluard e Mademoiselle Diakonova, non ancora Gala. E del clima tardo-simbolista, anarchico-decadente di cui in quegli anni si impregnerà lo stesso Eluard risente A Cinza das horas (La cenere delle ore, 1917), il volume dell’esordio pubblicato a Rio nel 1917: un librettino di versi invaso da una nebbia crepuscolare, ma in cui la parola chiave è già “ternura”, tenerezza, quella tenerezza ora asessuata, ora disperata, ora autoironica che sarà poi registro di tutta la futura poesia di Bandeira e legherà fra loro le varie esperienze espressive. Il secondo momento è del 1919 ed è Carnaval, un carnevale stilizzato con i suoi simboli (Pierrot, Arlecchino, la dama bianca) che ricordano scrittori modernisti portoghesi come Almada Negreiros o fanno pensare a Schumann con le sue improvvise impennate o fratture melodiche. C’è anche un Sonho de uma terça feira gorda (Sogno di un martedì grasso) in versi liberi e c’è la satira ai parnassiani di Sapos (Rospi) che, declamata durante la Semana de Arte Moderna, collocherà Manuel Bandeira fra le voci più autorevoli del Modernismo e ne farà in un certo senso il leader del gruppo di Rio. (Del resto il tema dei rospi, anche fuor di metafora, è di per sé molto bandeiriano e lo ritroveremo, in un’opposizione significativa rospo-luna, nel corso di questa poesia.) Ciò che distingue Bandeira dai modernisti-crepuscolari come Ribeiro Couto o Guilherme de Almeida e lo accomuna a personaggi diversissimi come Oswald de Andrade, come più tardi Murilo mendes e Drummond, è la capacità di sorridere: “o claro riso dos modernos”, dirà Ronald de Carvalho, facendo di questo riso un segno del Modernismo (anche se pur esso di matrice francese e simbolista). […]

(Dall’introduzione di Luciana Stegagno Picchio)

 

 

Pneumotorace

Febbre, emottisi, dispnea e sudori notturni
La vita intera che poteva essere e non è stata
Tosse, tosse, tosse

Fanno chiamare il medico
……Dica trentatré
……Trentatré… trentatré… trentatré…
……Respiri
……Ha un’escavazione al polmone sinistro e quello destro infiltrato

Allora, dottore, non è possibile tentare con lo pneumotorace?
No. L’unica cosa da fare è suonare un tango argentino

 

*

 

Me ne vado a Pasàrgada

Me ne vado a Pasàrgada
là il re è un amico mio
là ho la donna che voglio
nel letto che scelgo io
Me ne vado a Pasàrgada

Me ne vado a Pasàrgada
qui non sono felice
là la vita è un’avventura
in tal modo incongruente
che Giovanna la Pazza di Spagna
regina e falsa demente
è una lontana parente
della nuora mai avuta

E come farò ginnastica
monterò la bicicletta
e anche l’asino selvatico
e poi salirò sull’albero
l’albero della cuccagna
e farò i bagni nel mare!

E quando stanco, sdraiato
lungo la riva del fiume
chiamerò la Madre D’acqua
per sentire quelle storie
che mi raccontava Rosa
quando ero piccolino
me ne vado a Pasàrgada

A Pasàrgada c’è tutto
proprio un’altra civiltà
c’è un procedimento certo
contro la gravidanza
c’è il telefono automatico
e alcaloidi a volontà
e le belle prostitute
per poter fare all’amore

E poi quando sarò triste
ma triste senza speranza
e quando di notte avrò
desiderio d’ammazzarmi
(là il re è un amico mio)
avrò la donna voglio
nel letto che scelgo io
ma ne vado a Pasàrgada

 

*

 

La mia grande tenerezza

La mia grande tenerezza
per gli uccellini morti
per i piccoli ragnetti

La mia grande tenerezza
per donne prima belle bambine
poi brutte donne
per le donne prima attraenti
e ora no
per le donne che m’hanno amato
e io non ho potuto amare

La mia grande tenerezza
per le poesie che
non sono riuscito a realizzare

La mia grande tenerezza
per le amate invecchiate
senza cattiveria

La mia grande tenerezza
per certe gocce di rugiada

Solo ornamento
di un tumulo

 

*

 

Arte d’amare

Se vuoi sentire la felicità d’amare
scorda la tua anima, l’anima
guasta l’amore
solo in Dio s’appaga
non in un’altra anima, solo in Dio
o fuori del mondo

Le anime sono incomunicabili

Lascia che il tuo corpo s’intenda con un altro corpo

Perché i corpi si comprendono,
le anime no

 

_________________________
Questo articolo presenta una serie di materiali tratti da “Profundamente“, una corposa antologia, curata e tradotta da Massimiliano Damaggio, che attraversa buona parte della produzione del poeta brasiliano Manuel Bandeira. Il volume sarà pubblicato in “Quaderni di Traduzioni” (LII, marzo-maggio 2020) e sarà disponibile, come sempre gratuitamente, anche in formato ePub.

3 pensieri riguardo “Un tisico professionista”

  1. Non so esprimere a sufficienza la mia felicità nel leggere dopo tanto tempo un nuovo lavoro di Massimiliano Damaggio – nel suo caso penso sia vero quello che vale per (pochi) altri poeti: la loro poesia e le loro traduzioni sono il medesimo, originale atto di scrittura, poetare e tradurre sono indistinguibili e questo ne testimonia il valore su entrambi i versanti.

    1. La fortuna di averlo anche come amico, poter condividere lavoro e visioni sulla scrittura partendo dai maestri. Respirare fuori dalla nostra sedicente letteratura, ancora così tragicamente provinciale.

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