Il respiro degli antenati


(Alì Traoré, Le poème Souffles de Birago Diop / da qui)

Birago Diop

 

Il respiro degli antenati

Tratto da Souffles, 1947
Traduzione di Francesco Marotta
(per Yves Bergeret)

 

Ascolta più spesso le cose
che gli esseri umani,
la voce del fuoco si sente,
senti la voce dell’acqua.
Ascolta nel vento
il cespuglio che singhiozza:
è il respiro degli antenati.

I morti non sono mai andati via:
sono nell’ombra che si dirada
e nell’ombra che si addensa.
I morti non stanno sotto terra:
sono nell’albero che stormisce,
sono nel legno che geme,
sono nell’acqua che scorre,
sono nell’acqua stagnante,
sono nella capanna, sono tra la gente.
I morti non sono morti.

Ascolta più spesso le cose
che gli esseri umani,
la voce del fuoco si sente,
senti la voce dell’acqua.
Ascolta nel vento
il cespuglio che singhiozza:
è il respiro degli antenati morti,
che non sono partiti,
che non stanno sotto terra,
che non sono morti.

I morti non sono mai andati via:
sono nel seno della donna,
sono nel vagito del bambino
e nel tizzone che si infiamma.
I morti non stanno sotto terra:
sono nel fuoco che si spegne,
sono tra le erbe che piangono,
sono nel lamento della roccia,
sono nella foresta, sono nelle dimore.
I morti non sono morti.

Ascolta più spesso le cose
che gli esseri umani,
la voce del fuoco si sente,
senti la voce dell’acqua.
Ascolta nel vento
il cespuglio che singhiozza:
è il respiro degli antenati.

Che ogni giorno rinnova il patto,
il patto immenso che ci unisce,
che lega la nostra sorte alla legge,
agli atti dei respiri più forti
la sorte dei nostri morti che non sono morti,
il patto gravoso che ci lega alla vita,
la severa legge che ci lega agli atti
dei respiri che trascorrono
nel lamento della roccia e nel pianto dell’erba,
dei respiri che indugiano
nell’ombra che si dirada e si addensa,
nell’abero che stormisce, nel legno che geme
e nell’acqua che scorre e nell’acqua stagnante,
dei respiri più forti che hanno accolto
il respiro dei morti che non sono morti,
dei morti che non sono partiti,
dei morti che non stanno più sotto terra.

Ascolta più spesso le cose
che gli esseri umani,
la voce del fuoco si sente,
senti la voce dell’acqua.
Ascolta nel vento
il cespuglio che singhiozza:
è il respiro degli antenati.

1 commento su “Il respiro degli antenati”

  1. Merci à Francesco Marotta de nous donner à entendre sa splendide litanie où sa voix et celle de Birago Diop s’entrecroisent avec celles des ancêtres et de l’univers même. L’univers animiste dans sa polyphonie si fluide qu’elle renverse la temporalité qui moula la rive nord de la Méditerranée.
    Yves Bergeret

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