Oblio

 

(Il dono di Eraclito, 1)

trama volti dove traspare il taglio
il grumo arso di graffi
che alla pietà si stempera
e declina
in piume e acerbe fedi
di memoria

anche l’ultimo ritratto
sa di sguardi trattenuti a spilli

padre e madre
crocifissi alle pareti
nell’umidore che riassume
vita e nome
in febbrili transiti di anni
tracce di muschi

li alimenta
perché prendano fiore
nell’innocenza senza labbra
dei muri

voci profumate di assenza
mi parlano

lei dice figlio
sciogli i versi in grida
ora che imbarca il cielo il tuo silenzio

ora che

la rosa dei tuoi passi in rilievo
sanguina distanze sulla carta

già lacrima il giorno
la sua ferita d’aria

l’invisibile approdo del vivente

 

*

 

(Il dono di Eraclito, 5)

scrivo per regalarvi il vuoto
la mappa precisa di un’assenza
alla tavola imbandita
per il tempo che
stanco
ci precede

si coagula in lenti giri di giostra
sui volti che attrae
come fa un lume
dal fondo di oracoli
socchiusi

ora
non è che un brivido
un tratto improvviso
sul foglio che dilegua
al primo impatto

una pozza rigonfia
dove ristagna acqua
di altre
nevi

(da qui)

 

*

 

(Mater)

vedi,
sono stagione anch’io, goccia
che penzola da un ramo
a lume di mistero

così dicevi, e la tua mano
rovesciava sul tavolo l’ultimo carico di foglie

la mano casta, sfilacciata in fibre verdi
confinava la morte
in calici colmi di resina

lasciava scivolare dai pori
momenti d’acqua, lampi di antichi roseti

oggi porgi le labbra
a un rivo che urla, allagato di luna
verso la foce intravista
in chiarità d’esilio

(da qui)

 

*

 

(Impronte sull’acqua)

sapersi in sintonia
con la luce
franata dove sei stata
un attimo o una vita
prima che il
colore dell’assenza
riempisse lo spazio
vuoto dei tuoi
gesti,
qui ogni cosa
tiene la conta di quello
che hai lasciato, qui
sento il tempo premermi
sul capo con tutto il
peso che ti riduce a
ombra, eco di un
corpo che acquista
movimento a ogni ricordo
a ogni fitta che
ricolma il palmo
di schegge, di voci, di
abbandono, stimmate
di chi muore a
chi non sa morire.

(da qui)

4 pensieri riguardo “Oblio”

  1. Ogni Poeta è detto da parole o le cattura?
    La tua mi arriva come canto, lavoro di artigiano,e mi prende.
    Poi, devo immergermi in punta di piedi, per confrontarmi con i suoni che mi suggerisci.
    Grazie , il tardo sono io.

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