Fratelli migranti

Patrick Chamoiseau

«I poeti dichiarano che il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, l’indifferenza nei confronti dell’Altro che viene che passa che soffre e che chiama, sono indecenze che nella storia degli uomini non hanno fatto che aprire la strada agli stermini, e che dunque non accogliere, anche se per valide ragioni, colui che viene che passa che soffre e che chiama è un atto criminale.»

Patrick Chamoiseau
Fratelli migranti – Contro la barbarie
Traduzione di Maurizia Balmelli e Silvia Mercurio
Torino, add Editore, 2018

 

Dichiarazione dei poeti
Déclaration des poètes

1. I poeti dichiarano: Mai orfano, mai privo di effetti, il dolore non conosce frontiere.

2. I poeti dichiarano che nell’indefinito dell’universo risiede l’enigma del mondo, che in questo enigma risiede il mistero del vivente, che in questo mistero palpita la poesia degli uomini: nessuno può vedersi privato dell’altro!

3. I poeti dichiarano che il reciproco compimento dell’universo, del pianeta, del vivente e degli uomini non può che essere concepito in una pienezza orizzontale del vivente – quel modo di stare al mondo per cui l’umanità cessa di essere una minaccia per se stessa. E per tutto l’esistente…

4. I poeti dichiarano che con il regno dell’attuale potenza, sotto il pugno di questa gloria, sono nate le sfide che minacciano la nostra esistenza su questo pianeta; e pertanto, tutto ciò che esiste di sensibile, vivente o umano sotto il nostro cielo ha il diritto, il dovere di allontanarsene e di contribuire in un modo molto umano, o in un altro ancora più umano, alla sua scomparsa.

5. I poeti dichiarano che andare-e-venire e virare dalle rive del mondo è un Diritto poetico, vale a dire: una decenza che si eleva da tutti i Diritti conosciuti che mirino a proteggere la componente più preziosa della nostra umanità; che andare-e-venire e virare è un omaggio offerto a quelli verso cui andiamo, a quelli da cui passiamo, e che onorare la terra intera dei propri slanci e dei propri sogni significa celebrare la storia umana. Ciascuno può ritrovarsi un giorno costretto a viverla o a riviverla. E ciascuno, nella sua forza di agire, nella sua potenza di esistere, ha il dovere di prendersene massima cura.

6. I poeti dichiarano che in materia di migrazioni individuali o collettive, di trans-paesi, trans-nazioni e trans-mondi, a nessuno e per nessuna ragione può essere inflitta penalizzazione alcuna, così come in coscienza non può esistere alcun delitto di solidarietà.

7. I poeti dichiarano che il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, l’indifferenza nei confronti dell’Altro che viene che passa che soffre e che chiama, sono indecenze nella storia degli uomini non hanno fatto che aprire la strada agli stermini, e che dunque non accogliere, anche se per valide ragioni, colui che viene che passa che soffre e che chiama è un atto criminale.

8. I poeti dichiarano che una politica securitaria che lascia morire e sospende le libertà individuali in nome dell’Ordine pubblico contravviene al principio di Sicurezza che solo l’esercizio inalienabile inscindibile dei Diritti fondamentali può garantire.

9. I poeti dichiarano che una Costituzione nazionale o sovranazionale che non predisponga procedure di accoglienza per coloro che passano che vengono e che chiamano contravverrebbe in egual modo alla Sicurezza di tutti.

10. I poeti dichiarano che nessun rifugiato, cercatore di asilo, migrante spinto da una necessità, espulso volontario, che nessun profugo poetico può apparire in un luogo di questo mondo senza avere non un volto ma tutti i volti, non un cuore ma tutti i cuori, non un’anima ma tutte le anime. Che pertanto va ascritto alla Storia profonda di tutte le nostre storie, che incarna la storia delle nostre storie e, di conseguenza, diventa un simbolo assoluto di dignità umana.

11. I poeti dichiarano che nessun uomo su questo pianeta dovrà più camminare in una terra straniera – tutta la terra gli sarà nativa -, né resterà al margine di una cittadinanza – poiché ogni cittadinanza lo investirà delle sue grazie -, e che quest’ultima, attenta alla diversità del mondo, non può determinare i bagagli e gli strumenti culturali che liberamente sceglierà.

12. I poeti dichiarano che nessun bambino, a prescindere dalle circostanze, può nascere fuori dell’infanzia; che l’infanzia è il sale della terra, il suolo del nostro suolo, il sangue di ogni sangue, che l’infanzia è quindi ovunque a casa propria, come il respiro del vento, la salubrità del temporale, la fecondità del fulmine, prioritaria in tutto, plenaria da subito e cittadina d’ufficio.

13. I poeti dichiarano che il Mediterraneo tutto è ormai il Luogo di un omaggio a coloro che nel Mediterraneo sono morti, che dalla base delle sue rive si innalza un arco celebrante, aperto ai venti e alle luci più impercettibili, che scandisce per tutti le lettere della parola ACCOGLIENZA, in tutte le lingue, in tutti i canti, e che questa parola costituisce universalmente l’etica del vivere-mondo.

14. I poeti dichiarano che le frontiere altro non indicano se non una divisione di ritmi e di sapori che non contrappone ma armonizza, che non separa se non per riconnettere, che non distingue se non per riunire, e dove pertanto nessun cerbero, nessun traghettatore potrà imperversare, nessun desiderio avrà da patire.

15. I poeti dichiarano che ogni Nazione è Nazione-relazione, sovrana ma solidale, destinata alla cura di tutti e responsabile di tutti sul tappeto delle proprie frontiere.

16. Fratelli migranti, che il mondo vivete, che lo vivete ben prima di noi, fratelli di nessun dove, o fratelli decaduti, spogliati, trattenuti e detenuti in ogni dove, in vostro nome i poeti dichiarano che il volere comune contro le forza brute si alimenterà dei più piccoli impulsi. Che lo sforzo appartiene a ciascuno nell’ordinarietà del quotidiano. Che la battaglia di ciascuno è la battaglia di tutti. Che la felicità di tutti scintilla nello sforzo e nella grazia di ciascuno, fino a disegnare un mondo in cui ciò che frange e infrange le frontiere di nuovo si trasforma, da una parte all’altra dei muri e di tutte le barriere, cento volte cento in cento milioni di lucciole!- una sola per conservare la speranza alla portata di tutti, le altre per garantire la vastità di questa bellezza contro le forze contrarie.

3 pensieri riguardo “Fratelli migranti”

  1. I più dei poeti non dichiara un tubo, chiuso com’è in un bozzolo di indifferenza e sprezzo per il contingente, abitando “vette più alte” dove in verità domina la paura di recare offesa con le proprie idee -ammesso il privilegio di averne – a un critico un editore al minimo pubblico che lo legge; il più dei poeti abiura ad essere sentinella del tempo e strillone delle ingiustizie per una gloria che è già cenere

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