I guardiani

Yves Bergeret

 

I Guardiani
Les Veilleurs, avec Soumaïla Goco Tamboura

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Disegni di Soumaïla Goco Tamboura (2003)
Traduzione di Francesco Marotta

 

I possenti guardiani sono arrivati una mattina molto presto
nella nostra valle. Le persone che si erano già alzate
non sono rimaste affatto sorprese. Ed erano anche
felici, a parte i razzisti.

E’ probabile che abbiano viaggiato di notte
nei corpi di grandi uccelli scuri.
O forse hanno viaggiato distesi su dei fogli
trasportati dal vento.
Oppure in frammenti di racconto immemoriale,
frammenti mineralizzati ma molto leggeri.
Poi hanno scelto una dimora nei dintorni,
un punto di ancoraggio in qualche modo,
non la biblioteca del paese
ma la memoria del luogo.

E là, come battelli in un porto,
sono approdati sotto forma,
discreta ma estremamente efficace,
di piccole placche cartonate
con un disegno geometrico colorato su ognuna:
insomma dei ritratti.
Dei ritratti che agiscono.
Venti placche in totale.
Va detto anzitutto
che i possenti guardiani sono molto strani.
Piatti e lisci.
Dei piccoli drappi colorati distesi.
Delle tavole sull’acqua.
Delle zattere.
Dei tappeti.
Delle carte da gioco.
Per quale gioco?
Né piatti né lisci.
Sono dei ventri-busti.
La loro testa: la si direbbe un tappo di caraffa
con due occhi che ci fissano.

 


1
Divinazione di guardiano

Uno vigila all’entrata del tunnel.
Chi ha scavato il tunnel? Chi ne esce
arrivando dall’altro lato del risentimento?
Questo guardiano legge i destini.
Ci sono destini che abbaiano;
lui li interpreta,
non cerca di acquietarli.

 


2
Visione di guardiano

Un altro guardiano capisce quale lago
ribolle nel petto dello sterratore
che si ferma al villaggio per la notte.
Spianare, come sentire i pozzi naturali
e le nascite.

 


3
Potere di guardiano

Un guardiano ha una chiave del vento
e anche la conoscenza delle cifre
per ammansire la belva della montagna.
Il vento è la zampa di velluto della belva nella neve.

 


4
Sessualità di guardiano

Un altro guardiano ha sempre nel suo ventre
la tensione del cielo che si unisce alla terra
per generare e corrugare
ancora cinque o sei volte, se occorre,
nuove montagne.

 


5
Consistenza di guardiano

Nel prato di questo guardiano l’erba è secca.
Punge la pianta del piede.
Il vento selvaggio invade il prato.
Un duro filo secco resiste: è testa
tagliata dopo la violenza.
Nel prato soltanto sangue e racconto
che sono la carne del guardiano.

 


6
Dannazione di guardiano

In ogni mano questo guardiano tiene
uno specchio.
Principi e pezzenti vi si fanno intrappolare.
Morte violenta e anche morte in assoluto.
Il guardiano non può morire.

 


7
Enigma di guardiano

Il guardiano non ha né padre né madre
né figli. Come tutti i guardiani.
Una tavola sull’acqua nera,
un tessuto tinto, una memoria, una rada peluria.
Insomma schiavo. Dunque uomo.
Ha solo corde vocali.

 


8
Potenza di guardiano

Guardiano è ventaglio.
Ma non arieggia niente.
Città, apri le braccia.
Fiume, apri le braccia.
Montagna, apri le braccia.
Ah, nessuno risponde al guardiano.

2 pensieri riguardo “I guardiani”

  1. non la biblioteca del paese ma la memoria del luogo
    _______________________________
    grazie! x questo verso che è patrimonio per l’umanità

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