Oracoli (1)

Tracce

Lasciare tracce di parole è allevare ricordi che cresceranno senza i nostri occhi. Strappare alla notte il canto di stelle inesistenti, e dietro il coro d’ombre andare incontro all’altro in attesa nelle radure del respiro, nell’assenza che prende corpo e voce a ogni passo. Seguire il destino della fiamma che si offre in schegge di chiarore all’abbraccio del buio che la assorbe. Cadere come cade un lume in trasparenze d’acqua, nell’acqua spegnersi, e dentro l’acqua scrivere il senso della nascita, le cifre del naufragio, i volti silenziosi dell’esilio. Fare di ogni sguardo strappato all’abbandono, agli specchi incrinati della resa, un’isola levigata da fioriture d’onda. Di ogni mano che si tende, la dimora materna dove la neve viene ad abitare, a riconoscersi nei rivoli di vita in cui si scioglie.

2 pensieri riguardo “Oracoli (1)”

  1. Grandissimo [Francesco Marotta], i 4 elementi si evadono negli stessi quello che un [Celan] in versi ha cercato ma nn riuscito in ‘ Luce Coatta… ‘ o un Burri nella carte da gioco dei suoi ‘disegni’. bisogna capire che è finita da questo mondo all’altra riva.
    con affetto tuo certo giorgio stella

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