Senza solennità

René Char

 

Bout des solennités

Affermi par la bonté d’un fruit hivernal, je rentrai
le feu dans ma maison. La civilisation des orages gouttait
à la génoise du toit. Je porrai à loisir haïr la tradition,
rêver au givre des passants sur des sentiers peu vétilleux.
Mais confier à qui mes enfants jamais nés? La solitude
était privée de ses épices, la flamme blanche s’enlisait,
n’offrant de sa chaleur que le geste expirant.
Sans solennité je franchis ce mond muré. J’aimerai
sans manteau ce qui tremblait sous moi.

 

Senza solennità

Ristorato
dalla bontà di un frutto invernale,
ho riportato il fuoco dentro casa.
La civiltà degli uragani
gocciolava
dal cornicione del tetto.

Ora potrò, secondo il mio volere,
odiare la tradizione,
vagheggiare la brina dei passanti
su sentieri liberi da insidie.
Ma a chi potrò affidare
i miei figli mai nati?

La solitudine
aveva perduto le sue spezie,
la fiamma bianca lentamente
si spegneva,
altro il suo calore non offriva
che un respiro morente.

Senza solennità
mi inoltrai in quel mondo murato,
amando senza segreti
quanto sotto di me
tremava.

(da qui)

1 commento su “Senza solennità”

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