Alfredo De Palchi (1926-2020)

Alfredo De Palchi

L’occhio della serpe è un qualsiasi dio––
uragano che scopre fondamenta
travi chiodi
e con la spirale centripeta spazza
il quotidiano lasciando al raso
il reale più fecondo

questa la serpe bella fredda
testa piatta a triangolo a stemma
di religione––l’amo perché strisciando
sibila con sveltezza la lingua
sulla centrifugazione degli oggetti
e nell’occhio centra stolidamente
le emozioni di chi non sa reagire

ogni uovo di serpe contiene compatto un uomo
qualsiasi, l’uragano è la realtà che fabbrica
il piede: la mano stupenda––il paradigma.

(1964)

2 pensieri riguardo “Alfredo De Palchi (1926-2020)”

  1. [Alfredo de Palchi] nel carcere di Procida dove scrive sul muro della penna di Ennio Contini, dove rimase dall’autunno ’45 al ’50 e poi a civitavecchia dal ’50 al ’51 ma è a Poggioreale che De Palchi scrive la sua prima poesia. Per un errore giudiziario ‘nero nel rosso’ assolto ma mai rinnegata politacamente la sua tendenza fascista. [é] ancora vivo vecchissimo ma personalmente come poeta sarà tra i più grandi, Paradigma fu uno dei libri che ho amato di più, ma se sei di destra non puoi scrivere poesie, questo vale pure per MAO, ovvio di destra pure lui. [Addio Alfredo de Palchi, Paradigma non l’ho buttato ma non lo aprirò mai più.]
    in fede Giorgio Stella agli amici della DIMORA DEL TEMPO SOSPESO
    _____________________________________________

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