Oracoli (3)

Nomi

Il nome Osip ti viene incontro. L’eco dei passi lacera la tenebra stagnante dei tuoi sensi. Ti apre un varco tra i silenzi e le piaghe di un’esistenza che puoi solo immaginare. Viene a mostrarti i frutti di una terra che germoglia sotto il fuoco. Ti accolga l’abbraccio della lampada muta che accende ogni notte sulla soglia. Ti accolga il vento che dalla soglia soffia parole d’acqua alla polvere. Che rifiorisce le voci mai placate dei morti che gridano giustizia dal ciglio ferito dei suoi occhi. Questa è la casa, dimora dei viandanti, qui c’è la tavola che invecchia e che rinasce ad ogni incontro. La mensa di spighe mature imbandita per il transito degli anni. Guarda. Non si consuma l’olio del lume che ti aspetta, se arde nella coppa delle mani la luce fraterna degli sguardi.

5 pensieri riguardo “Oracoli (3)”

  1. [Osip], il messaggio nella bottiglia che raccolse Paul Celan a cui dedicò uno dei suoi libri più belli ‘la rosa di nessuno’ e lui dedicò solo due libri uno appunto a Osip e un’altro alla moglie ‘di soglia in soglia’. Pare, misteriosamente, che queste due drammatiche vite si siano incontrate
    come per far perdere le proprie tracce…. appunto il messaggio nella bottiglia. Un abbraccio a Francersco Marotta e ad Antonio Devicienti a cui più volte ho chiesto scusa di malversazioni passate ma non ho mai avuto rispopsta… oggi è ferragosto, [accetti le mie scuse oggi].
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    1. Gentile Giorgio Stella,
      pensavo che la questione fosse chiusa da tempo: lei non ha nulla di cui scusarsi e, in ogni caso, le manifesto qui, pubblicamente, la mia stima e il mio apprezzamento; le dirò, anzi, di quanti sedicenti “amici” ho scritto qui e altrove per poi scoprirne falsità e ipocrisia – ma di questo incolpo soltanto la mia infantile ingenuità. Glielo dico perché mi sembra che lei si colpevolizzi eccessivamente e senza ragione.
      Antonio Devicienti

      Ps: un’ultima cosa: è da moltissimo tempo che ho scelto di pubblicare pochissimi miei “commenti” qui sulla Dimora e pressoché nessuno altrove (questo anche per spiegarle l’eventuale mancata mia risposta cui lei accenna).

  2. Gentile [Antonio Devicienti], io La ringrazio ma pure Lei deve capire che non mi corrodevo oltre misura poichè la misura non era stata stabilita come Lei gentilmente conferma scelta [Sua] non condivisibile ma ovvio accettabile – la DIMORA DEL TEMPO SOSPESO è come quando di notte ti fai benzina da solo e paradossalmente la cosa più sospetta è la luce dell’enorme tetto che copre l’area di servizio… e di servizio si tratta, si tratta bene, si riflette l’ombra propria da quella portata, portata dall’ombra; tutto qui. Un Felice Ferragosto a Lei e famiglia.
    in fede Suo certo Giorgio stella [che Le vuole bene].
    ____________________________________________

  3. Osip Mandelstam, Celan, Varujan: tre nomi e la Poesia che trasforma con ” la luce fraterna degli sguardi”. Grazie, gentile Francesco Marotta, per questa Dimora salda con lo sguardo vigile e il dialogo con l’Altro.
    Maria

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