La dimora insonne

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Daniela Pericone
La dimora insonne
Bergamo, Moretti & Vitali 2020

La supremazia del pensiero è sempre più irriducibile nelle poesie di Daniela Pericone, dai libri precedenti giunta in piena forma soprattutto in quest’ultimo: fino a una spregiudicatezza sollevante polveri, e significati scoscesi ai tanti che nella poesia cercano ben altre sicurezze, o certezze, o debolezze, e infine stupidaggini. Si potrebbero suggerire diverse prospettive ai contendenti la lingua della poesia, nelle conversazioni quotidiane su cibi e ricette d’essai. Molto più semplice rievocare la gentilezza di arbusti e fogliame, di giorni e stagioni che trovano dimora nelle singole poesie, grati dell’accoglienza. Le poesie, appunto, sottolineano la competenza degli affittuari che saggiano il territorio ricavando dall’opera quel che di buono contiene.
L’atto di costruzione viene ammorbidito dalla ricchezza lessicale, però l’impegno di Pericone sfugge alle tentazioni virtuosistiche. Il suo atteggiamento attesta sempre una devozione per qualcosa che l’incanta, a ogni pagina, e a ogni pagina si vede molto bene quando si rammarica e controlla il sentimento di un abbandono troppo veloce. Nella vita, sia chiaro, poiché in poesia è tutt’altra storia.
E se per caso giunge, con naturale grazia, la proposta di rinunciare al tempo ecco che lo sguardo si posa al più presto sulle stagioni, sull’inverno: il tempo del riserbo, il tempo climatico. Poche incertezze poi su quanto può contenere un bosco, intendendo che il racconto è sempre lì, dietro l’angolo, o dietro una siepe. Per questo bisognerebbe non farsi giocare dal sottile imbarazzo che sembra trapelare da alcune poesie. D’altronde mai versi furono più sfrontati nell’elencare balsami che apparentemente recano sollievo per poi imporre un improvviso lampo di dolore.
Quali misteri circolano nella notte che “scivola, chiara”? E le parole, queste opinioni della lingua che non a caso si scelgono, o si trovano, nelle poesie di Pericone, preparano sempre qualcosa in procinto di accadere, o la presenza di qualcuno che arriva dall’ombra e se ne va. In seguito vediamo relitti, antichi fantasmi sommersi dal mare davanti a spiagge di oscura fama. La ricerca è sempre quella, cara alla poetessa, di adunare un passato nei propri pressi, in modo che gli “eventi naturali e umani, che devono però essere interpretati” possano “svelare un destino” (così Giancarlo Pontiggia nel risvolto del libro). L’invenzione comunicativa, sopratuttto in quest’ultima opera, accede alle grandi risorse della parola con ostinato nitore, e poiché qui non si cercano novità e tendenze Pericone ha tutto il tempo (e se non lo ha, se lo prende) per risalire il fiume di certi classici moderni, di quei poeti che nella loro discordia hanno avuto cognizione di semplicità virtuose e in fin dei conti indimenticabili. Bisognerebbe scorgere stili indiscutibili, ma dove trovarli nei tempi attuali? Forse più nella prosa, sapendo scartabellare. Andrebbero bene anche progetti deliranti, ma sfido il lettore a nominarne qualcuno.
La dimora insonne probabilmente contiene analogie e conoscenze disperse nel tempo, e qualche fantasma esasperato dalle ultime epoche però grato della penombra (in copertina Her Room di Andrew Wieth è davvero eloquente) di cui qui si ha esperienza. “Silenziosi, solitari” richiamano le offese ai corpi e il loro passaggio attraverso i deserti. Potrà apparire strano, ma questo libro concreto e severo racchiude un destino, e racconta (evitando di abbeverarsi al cordoglio della prosa) il tempo che stiamo attraversando: il riserbo certamente non esclude il suono delle ferite.

 

Testi

 

Lentamente
orientava le stanze
a un altissimo sole
dimenticato, diverbio
d’ombre il mattino
si china al passaggio.
Ventura di stagioni
dileguare la polvere,
le abitudini – si ritrae il ramo
alla foglia, ai suoi ritorni.
Il guscio tra i nidi affretta
la schiusa, ripete il volo.

 

*

 

Strani cieli
sussistono al nostro passaggio
inerme a scalfire la pietra
– l’insorgenza del fiore
è un lampo dall’acqua
alla polvere.

 

*

 

Dai rifugi
del sonno ora distrai
l’andatura, come a sedare
un rammarico se imperioso
giunge il commiato.
Pure consenti alla cenere
di posarsi – un brusio dilegua
le luci – ti insedi fra le carte
degli esuli, in fuga da erinni
da tarli – estrema misura
fingersi ai vivi morta, purché
fra i morti viva.

 

*

 

Mi accerto che l’ombra
non si allontani troppo
da me, la cerco a tentoni
sul muro, non chiedo
da che provenga, se un nome
o un sortilegio – vacilla il passo
elude il richiamo, indeciso
si sdoppia tra le due sponde.

 

*

 

L’entusiasmo dei venti
giunge a confondere approdi
se mani non salde dirigono vele
sotto l’onda scintillano canti
accogli freschezza di rive –
atlantide è la ventura.

 

*

 

Non oltre indugiare
al commiato, radunare
pochi resti, rasura di carte,
sembianti – ritrarsi alle rive.
Un albero una stanza
la saldezza dei monti
che ammansisce lo sguardo
alla neve, ancora trascrivere
il buio, i suoi trasalimenti.
Disporre dell’orma
che non trattiene e fuga
l’agguato dell’ombra,
negare l’istinto
di orfeo.

 

*

 

Restiamo nel folto
che inscena promesse,
l’incerto del bosco è sollievo
ai giorni che non salvano,
scavalco senza respiro perdite
e insonnie – siamo al culmine
o all’esordio della piena –
così d’ognuno la vita, solo
vorrei non dirla divisa
da queste mie mani, se esista
riparo o anneghi la pena
– sperperio, lingua che stenta
e frana anche l’aria.

 

*

 

La dimora insonne
consegue il suo silenzio
riposano le carte
mansuete – i suoi labirinti
sono roghi di penombra,
preludio d’ultimo
abbaglio, tenebrore.

 

*

 

Spicca da alture
o dirupi il balzo
di petali, l’insegna
che esclude il fragore.
Cedi al suo dominio, la torsione
del verso, la perdizione tra lettere
tua sola arditezza.

3 pensieri riguardo “La dimora insonne”

  1. pregevole recensione di Elio Grasso per pregevoli poesie di Pericone dove aleggia un’aria “alla Cagnone”.Complimenti !!!

  2. in tutta franchezza mi sembra, questa, una poesia nata già morta, senza particolare appeal e che rimanda a poeti di gran lunga migliori: parere strettamente personale

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