The Myth of Innocence

Louise Glück

The Myth of Innocence

Traduzioni di Stefanie Golisch

One summer she goes into the field as usual
stopping for a bit at the pool where she often
looks at herself, to see
if she detects any changes. She sees
the same person, the horrible mantle
of daughterliness still clinging to her.

The sun seems, in the water, very close.
That’s my uncle spying again, she thinks—
everything in nature is in some way her relative.
I am never alone, she thinks,
turning the thought into a prayer.
Then death appears, like the answer to a prayer.

No one understands anymore
how beautiful he was. But Persephone remembers.
Also that he embraced her, right there,
with her uncle watching. She remembers
sunlight flashing on his bare arms.

This is the last moment she remembers clearly.
Then the dark god bore her away.

She also remembers, less clearly,
the chilling insight that from this moment
she couldn’t live without him again.

The girl who disappears from the pool
will never return. A woman will return,
looking for the girl she was.

She stands by the pool saying, from time to time,
I was abducted, but it sounds
wrong to her, nothing like what she felt.
Then she says, I was not abducted.
Then she says, I offered myself, I wanted
to escape my body
. Even, sometimes,
I willed this. But ignorance

cannot will knowledge. Ignorance
wills something imagined, which it believes exists.

All the different nouns—
she says them in rotation.
Death, husband, god, stranger.
Everything sounds so simple, so conventional.
I must have been, she thinks, a simple girl.

She can’t remember herself as that person
but she keeps thinking the pool will remember
and explain to her the meaning of her prayer
so she can understand
whether it was answered or not.

 

Der Mythos der Unschuld

Einmal, im Sommer, geht sie durch die Felder und bleibt wie gewöhnlich
ein bisschen an dem Teich stehen,
in dem sie sich gern selbst betrachtet, um herauszufinden,
ob sie sich verändert hat. Sie sieht
dieselbe Person, der grässliche Mantel
des Tochtertums hängt ihr immer noch an.

Im Wasser scheint die Sonne ganz nahe zu sein.
Das ist mein Onkel, der wieder einmal auf der Lauer liegt, denkt sie –
Alles in der der Natur ist auf eine bestimmte Weise mit ihr verwandt.
Ich bin niemals allein, denkt sie,
und verwandelt diesen Gedanken in einGebet.
Dann, als sei es die Antwort auf das Gebet, tritt der Tod auf.

Niemand erinnert sich mehr daran,
wie schön er war. Nur Persephone erinnert
sich.
Erinnert sich daran, dass er sie umarmte, genau hier,
während der Onkel sie beobachtete. Sie erinnert sich
an die Sonnenflecken auf seinen nackten Armen.

Dies ist der letzte Augenblick, an den sie sich deutlich erinnert.
Dann hatte der dunkle Gott sie fortgerissen.

Sie erinnert sich auch, weniger deutlich,
an die kalte Erkenntnis, dass sie von diesem Augenblick an
nicht mehr ohne ihnwürde leben können.

Das Mädchen, das im Teich verschwindet,
wird niemals zurückkehren. Eine Frau wird zurückkehren
und nach dem Mädchen suchen, das sie war.

Sie steht an dem Teichund sagt vor sich hin
ich bin geraubt worden, doch es hört sich
falsch an, nicht so, wie sie sich wirklich fühlte.
Dann sagt sie ich bin nicht geraubt worden.
Dann sagt sie ich habe mich selbst dargeboten, ich wollte
aus meinem Körper fliehen
. Und manchmal sogar,
ich wollte das. Ahnungslosigkeit

kann aber kein Wissen wollen. Ahnungslosigkeit
will Ausgedachtes, das an sich selbst glaubt.

All diese vielen Wörter –
sie sagt sie sich nacheinander auf.
Tod, Ehemann, Gott, Fremder.
Alles hört sich so schlicht an, so konventionell.
Ich muss wohl, denkt sie, ein ziemlich schlichtes Mädchen gewesen sein.

An sich selbst als diese Person kann sie sich nicht erinnern,
aber sie glaubt,dass der Teichsich erinnert
und ihr die Bedeutung ihres Gebetes erklären wird,
so dass sie verstehen kann,
ob es nun erhört wurde oder nicht.

 

Il mito dell’innocenza

Sta passeggiando nei campi, è estate, e come al solito,
si ferma un attimo ad uno stagno dove le piace
guardarsi per capire
se è cambiata. Vede
la stessa persona, l’orribile mantello
dell’essere figlia ancora addosso.

Nell’acqua, il sole sembra molto vicino.
Questo è lo zio che spia ancora, pensa –
tutto nella natura, in qualche modo, è suo parente.
Non sono mai sola, pensa,
trasformando il suo pensiero in preghiera.
Poi, appare la morte, come se fosse la risposta.

Nessuno capisce più quanto
era bello. Solo Persefone
si ricorda.
Ricorda che lui l’aveva abbracciata, esattamente qui,
mentre lo zio stava guardando. Ricorda
i riflessi di luce sulle sue braccia nude.

Questo è l’ultimo momento che ricorda chiaramente.
Poi, il dio oscuro l’aveva travolta.

Molto meno chiaramente si ricorda
la fredda costatazione che da quel momento
non avrebbe potuto vivere più senza di lui.

La ragazza che sparisce dallo stagno
non ritornerà mai più. Una donna ritornerà,
alla ricerca della ragazza che era stata.

Mentre sta sul bordo dello stagno
ripete a se stessa
sono stata rapita, ma le sue parole suonano
false, non come si sente veramente.
Allora dice non sono stata rapita.
Poi dice ho offerto me stessa, volevo fuggire
dal mio corpo
. Perfino, qualche volta,
l’ho voluto io. Ma l’ignoranza

non può desiderare la conoscenza. L’ignoranza
vuole qualcosa di immaginario, convinto
di esistere veramente.

Tutte queste parole –
Lei le pronuncia, una dopo l’altra.
Morte, marito, dio, estraneo.
Tutto sembra così semplice, così convenzionale.
Ha proprio l’impressione di essere stata una ragazza molto semplice.

Non riesce a ricordare se stessa come quella persona,
ma è convinta che lo stagno si ricordi e che lui
potrà spiegarle il significato della sua preghiera
perché possa finalmente comprendere
se era stata esaudita o no.

3 pensieri riguardo “The Myth of Innocence”

  1. ‘MI PIACE’ nn ho possibilità [tecnica] di dire si o no senza commentare nessun commento quindi nn x evidenziare confermo: ‘MI PIACE’.

  2. la letteratura esisteva prima delle case editrici, dei premi e delle università.
    la letteratura è interpretazione, e sopravviverà alla mia interpretazione.
    se smettessimo di dare premi e cercassimo la letteratura dov’è?

    un abbraccio

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