Breve saggio sul fotografare la pioggia e la neve

Secondo Abbas Kiarostami l’arte cinematografica offre la possibilità di raccontare una storia, la fotografia quella di fermare un attimo in cui un particolare (in special modo del paesaggio rurale) colpisce la mente di chi osserva.
Allorché il regista si pone alla guida della propria automobile e percorre molti chilometri lungo le strade della campagna iraniana, volentieri si lascia affascinare dalle gocce di pioggia che cadono sul parabrezza scivolando via da esso o verso il basso, oppure restando come sospese sul vetro, tremolanti lenti dotate di vita propria e che donano ben altre forme al mondo fuori dell’abitacolo: Kiarostami fotografa allora, servendosi di una fotocamera digitale, decine di situazioni e il parabrezza della sua automobile è l’inedita retina sulla quale si fissano la pioggia, i colori, le forme di alberi, di strade, di lembi di cielo. Continua a leggere Breve saggio sul fotografare la pioggia e la neve