L’arresto

Gabriele Gabbia

“La poesia di Gabbia ci porta là dove le cose non sono ancora schiacciate dal peso di un nome immutabile. La libertà del nome è libertà da ogni vincolo sociale. È libertà dalle aspettative di ciò che ci circonda. Ci induce a educarci al linguaggio della physis, in cui non vi è nulla da interpretare, perché tutto si mostra nella sua esuberante manifestazione. È «l’immane movimento della vita».” (dalla postfazione)

 

NULLA CHE NON SIA OMBRA ALLA LUCE

I.

Stamane avrei voluto stringerla quella vita
quella bellezza: tutto
quell’autunno al cospetto degli occhi.
……………………………Ma la bellezza
non si stringe non si possiede:
si contempla si contiene si lascia.

 

II.

Anche solo esser ombra s’una strada
anche solo esser aria che spira
o foglia, che volteggia e si posa
nello sguardo
……………..che innerva
………………………….nella sfera
l’immane
………..movimento della vita.

 

*

 

ELISE PRESENZE

I.

Trovammo gesti fra foglie
improvvise spirali inattese
cose appartate, audaci
nel loro essere inconsuete
insolute, mordaci paure, parole
portate lí, muraglie di somme
– resti – di ciò che sappiamo
e non siamo: orme.

 

II.

Bisogna non dirsi, non
pronunciarsi, esimersi
per riceversi; eludere
il proprio enunciato, il
proprio interno
dettato: per
cospargersi e
congiungersi
occorre
disconoscersi.

 

III.

È tardi: è l’ora
della cenere. Origini
e miserie disciolgono
il bersaglio; assembrano
– elise – presenze.
È tempo di subíre tempo.

 

*

 

MANCANTE FIGURA

      «[…] Ambedue poi – e la presenza e l’assenza – sono cause motrici […].»
      Aristotele

I.

Si manifesta tardiva
l’assenza, rispetto alla
madre – presente – che
ne attesta l’arsura; «la
resa la incanaglisce».

 

II.

Di quel che non è
potuto essere
non può dire; può
dire dell’afflato
– del tormento –
del soprassalto
angusto l’andirivieni:
l’eloquenza indomita
d’un calco.

 

III.

Dal suo tentativo, l’equilibrio
non perde l’abisso
cui è attratto; rattratto
eccede — aggetta, si muove
alla luce dell’ombra, ove
precipuamente si centra: librato.

 

IV.

Il disegno tracciato non ha colore,
poi che ogni emblema non ha contorni
ma frammenti — sfumature. Tutto
si ricompone tace scompare.
Il cerchio d’oggi è ancóra silenzio.

 

V.

In silenzio – viaggio verticale
– fra innumere fenditure frastagliate;
ora divelte: ricomposte – orizzontali –
in suffragio alla mèta.

 

__________________________
Gabriele Gabbia
L’arresto
Prefazione di Giancarlo Pontiggia
Postfazione di Flavio Ermini
Forlimpopoli, Editrice L’Arcolaio, 2020

1 commento su “L’arresto”

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