[PER EGON SCHIELE CHE DISEGNAVA I TRENI]

di notte rimaneva solo con la sua stella*  scrive il poeta.
Visitato da ombre e da presagi nella casa addormentata dopo essere stato spinto nella città nemica fuori dal ventre claustrale di uno scantinato.
Il suo assassino lo seguiva insidioso, abbeverava l’odio.

I poeti, gli scrittori, i pittori hanno la parola che inciampa e s’aggroviglia di Kaspar Hauser: ma per tentare di portarla oltre l’assassinio e la cancellazione.

Quando, adolescente appena, stava seduto sulla banchina della stazione di Tulln a disegnare i treni, già coltivava il talismano del viaggio: un’Europa di binari, locomotive in moto, le matite vagoni allineati nella scatola di latta accanto a sé – e il foglio di carta sulle ginocchia.

* Nachts blieb er mit seinem Stern allein – Georg Trakl da Kaspar Hauser Lied (1913)