La grotta silenziosa

Yves Bergeret

Il dialogo creativo tra me e Maya Mémin ha avuto inizio trent’anni fa, e non si è mai interrotto. Insieme abbiamo spesso esposto in Bretagna e a Parigi e realizzato nella sua stamperia a Rennes parecchie edizioni di libri per bibliofili. Ho sempre sentito e compreso il lavoro di Maya Mémin, grazie alla maestria del colore a stampa, come la traccia di luce che ci offrono lo spazio, il mondo e la vita con le loro grandezze e i loro inciampi, le loro libertà e le loro profondità, che Maya Mémin depone sulla carta facendo girare la grande ruota della sua macchina stampatrice.
Philippe Miénnée, che ci ha riuniti per la sua rivista, ci dà la possibilità di far capire che un’opera non è certamente il frutto della rilucente sensibilità di qualche essere tutto compreso nella sua interiorità, che se ne sta in disparte, lontano dal mondo; ma che, al contrario, essa è una domanda senza compromessi sull’impressione che il mondo, in faticoso travaglio, lascia sul nostro corpo e sul nostro spirito; una domanda sullo slancio che ci piacerebbe imprimere al movimento della parola e della vita in cammino nel mondo, una domanda sull’impressione semplicemente umana che vorremmo suggerire alle nostre sorelle e ai nostri fratelli compagni di strada, tenaci e liberi costruttori come il tipografo e come noi stessi.

La grotta silenziosa
La Grotte silencieuse

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta

 

1
Sa tête est la grotte silencieuse

1
La sua testa è la grotta silenziosa.

 

2
Ses yeux grand ouverts regardent en son propre dedans.
Regardent quoi?

2
I suoi occhi spalancati guardano al suo interno.
Guardano che cosa?

 

3
Qui roule la brume sur la pente sombre de la montagne?
Qui appuie le nuage sur la montagne?

3
Chi ricopre di nebbia il pendio oscuro della montagna?
Chi appoggia la nuvola sulla montagna?

 

4
La mer, oui, sait entrer dans la grotte silencieuse là-haut.
Elle lèche ses parois.
Sa langue laisse le sel.
Le mouvement de l’eau,
la langue de la mer
et le sel qui crépite
c’est son langage
ou sa pensée,
ces grappes de petits fruits salés
qui lui viennent du bout du monde
et indiquent qui il est.

4
Il mare, sì, è capace di entrare nella grotta silenziosa là in alto.
Lecca le sue pareti.
La sua lingua lascia il sale.
Il movimento dell’acqua,
la lingua del mare
e il sale che crepita
sono il suo linguaggio
o il suo pensiero,
grappoli di piccoli frutti salati
che gli arrivano dai confini del mondo
e mostrano chi egli è.

 

5
S’il regarde au-dedans de sa grotte silencieuse
il évapore presque l’horizon et les archipels au-delà,
il ausculte une chose qui gonfle là-dedans
et finit par donner une certaine lumière :
c’est l’image, encore l’image, en croissance l’image
qui est l’empreinte nostalgique
de l’horizon perdu.

5
Se guarda all’interno della sua grotta silenziosa
fa quasi evaporare l’orizzonte e gli arcipelaghi lontani,
sente qualcosa che si gonfia là dentro
e alla fine produce una qualche luce:
è l’immagine, ancora l’immagine, l’immagine crescente
che è l’impronta nostalgica
dell’orizzonte perduto.

 

6
C’est lui qui appuie le nuage sur la crête.
Aucune phrase, aucune fumée,
aucune lueur ne devrait, rêve-t-il, s’échapper
de sa grotte sommitale
par précipitation.

6
E’ lui che appoggia la nuvola sulla cima.
Nessuna frase, nessun vapore,
nessun bagliore, così sogna, dovrebbe fuggire
dalla sua grotta sommitale
precipitosamente.

 

7
Sa grotte est la partie haute de la montagne,
la partie avouable du labour,
du labeur.

7
La sua grotta è la parte alta della montagna,
la parte confessabile dell’aratura,
del duro lavoro.

 

8
C’est lui qui roule la brume
sur la pente des mélèzes.
Aucune larme, rêve-t-il, aucun cri de bête,
aucun froissement de lichen
ne devrait faire trébucher
même un tant soit peu le souffle de sa grotte.

8
E’ lui che fa scivolare la nebbia
sul pendio di larici.
Non una lacrima, sogna, non un grido di bestia,
non un fruscio di licheni
dovrà far incespicare
anche solo lievemente il respiro della sua grotta.

 

9
Sa grotte est capable d’aspirer jusqu’à la crête
la marée haute.
La grotte a appris à le faire
au fil des millénaires.
En se retirant la mer
laisse l’empreinte de l’art,
la couleur dont la trace mélancolique
luit au plafond de la grotte,
elle laisse l’épopée de quartz sous le surplomb,
l’image, l’image et puis l’image,
l’algue erratique de l’horizon.

9
La sua grotta è capace di aspirare fino alla cresta
l’alta marea.
La grotta ha imparato a farlo
nel corso dei millenni.
Ritirandosi, il mare
lascia lo stampo dell’arte,
il colore la cui traccia melanconica
brilla sulla volta della grotta,
lascia l’epopea di quarzo sotto lo strapiombo,
l’immagine, l’immagine e ancora l’immagine,
l’alga erratica dell’orizzonte.

 

10
S’il sort prudent de sa grotte
il perçoit au piémont la discussion confuse des rameurs
indécis sur le cap.
Chacun se revendique un îlot.
Il demande au vent de sa grotte de proposer, disposer
les îlots en archipel et les répliques en récit.
Je les lui demande.

10
Se esce con prudenza dalla sua grotta
sente a valle la discussione confusa dei rematori
indecisi sulla rotta.
Ognuno propende per un isolotto.
Egli chiede al vento della sua grotta di proporre, disporre
gli isolotti in arcipelago e le risposte in racconto.
Sono io a chiederglieli.

 

11
La grotte silencieuse peut-elle être féconde?
Peut-elle être parturiente?
L’art est-il un nourrisson viable?
En haut de la montagne
où il remue avant de naître?
Y aurait-il des fumerolles?

11
La grotta silenziosa può essere feconda?
Può partorire?
L’arte è un neonato in grado di vivere?
Là sulla cima della montagna
dove si muove prima ancora di nascere?
Ci sono delle fumarole?

 

12
Il fait rouler sa silencieuse grotte
vers le bas de la pente.
Certes il malmène un peu la mer archaïque
et contrarie les rameurs idéalistes
mais d’abord dans l’amoureuse vallée
sa grotte accouche de très viables oeuvres
et le sel de l’infini
donne de l’âme à tous
même aux rameurs à la dérive
et au vieux marin qui appuie son menton
sur une canne patinée de sang à peine coagulé.

12
Fa rotolare la sua grotta silenziosa
verso la base del pendio.
Di sicuro maltratta un po’ il mare arcaico
e fa irritare i rematori idealisti
ma subito nella vallata amorosa
la sua grotta partorisce delle vitalissime opere
e il sale dell’infinito
offre l’anima a tutti
anche ai rematori alla deriva
e al vecchio marinaio che appoggia il mento
su un bastone ricoperto di sangue appena coagulato.

 

__________________________
Il secondo numero di IMPRESSION D’ART, curato e realizzato da Philippe Miénnée, è stato stampato in una tiratura di trentatré esemplari, tutti firmati da Bergeret, Mémin e dallo stesso Miénnée, più altri due che contengono le bozze e i lavori preparatori dell’opera. Chi fosse interessato può richiederlo scrivendo al suo indirizzo postale (4 les Salles, 56120 Les Forges de Lanoué) o al suo indirizzo mail (philippe.miennee@hotmail.fr).

4 pensieri riguardo “La grotta silenziosa”

  1. Continuo ad ammirare la rapidità e la maestria con cui Francesco Marotta traduce e pubblica sulla Dimora del Tempo sospeso i lavori di Yves Bergeret.
    Da parte mia sottolineo come quest’attività appartenga a una precisa linea editoriale di questo spazio che da sempre guarda a quelle scritture capaci di dischiudere orizzonti e di avviare a incontri davvero fecondi e non provinciali.

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