Quattro sentieri per immaginare

Antonio Devicienti

[…] Immaginare è, per Massimo Rizzante, il liquido amniotico in cui nascono il pensiero e la sua eticità, perché immaginare per lui non è affatto un andare alla deriva o un navigare a vista tra i continenti del sogno e dell’invenzione, ma la capacità, che è anche sentimento dell’esistere, di accogliere dentro di sé il mondo e le persone che lo abitano. Questo, infatti, è soprattutto un libro popolatissimo di individui, dei loro pensieri, dei loro sentimenti e delle loro storie, che con coraggio fa i conti con la Storia, che per Rizzante è sempre un mostruoso, immane mattatoio che, spesso, dilania quei medesimi individui.

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Irma Blank: Orizzonte, 2005 (penna a sfera su poliestere)

Lo chiamava compartir la mirada, condividere lo sguardo. Nacquero così due libri: viaggiavano insieme, lui (Miguel Falces) guardava e fotografava, e lui (José Ángel Valente) guardava e scriveva. I luoghi di San Juan de la Cruz e quelli del Parco naturale di Cabo de Gata entrarono nelle fotografie e nelle parole, nei due sguardi: Las ínsulas extrañas. Lugares andaluces de Juan de la Cruz (1991) e CABO DE GATA. La memoria y la luz (1992).
In occasione del terzo libro il poeta è ammalato e non può muoversi da Almería. Il fotografo viaggia, realizza scatti di luoghi in cui lui e il poeta erano stati insieme, stampa e porta all’amico le fotografie; questi guarda, sceglie, scrive direttamente sulle foto; nasce così il terzo e ultimo libro comune: José Ángel Valente. Para siempre: la sombra (2001).
Isole del silenzio, luoghi della memoria e della poesia, la luce, l’ombra, l’amicizia, lo sguardo condiviso.
L’andare del corpo che viaggia, della mente che guarda, dell’amicizia che fotografa e scrive. Scritture.